A distanza di quasi tre anni da "
Song Machine, Season One: Strange Timez", tornano prepotentemente i
Gorillaz, naturalmente condotti dal prolifico
Damon Albarn. Il leader dei
Blur e il suo storico sodale Jamie Hewlett portano in scena dieci episodi che vanno a completare la scaletta di "Cracker Island", ottavo album della
virtual band londinese.
Il lavoro è stato realizzato nel corso del 2021, per poi giungere a completamento nel maggio del 2022, grazie al contributo in produzione del pluridecorato Greg Kurstin e di Remi Kabaka Jr., membro ormai acquisito definitivamente in squadra.
Questa volta la storia che coinvolge l'eccentrico quartetto di scimmie manga, capitanato da Stuart "2D" - l'
alter ego di Albarn - il bassista Murdoc, il batterista Russel e la chitarrista Noodle, narra dell'abbandono della natia Londra in direzione California, con l'obiettivo di istruire tutti i discepoli del gruppo a seguire un percorso che si potrebbe definire quasi religioso, di culto.
Il
parterre dei
featuring è come al solito di grande livello. Il bassista
Thundercat (due Grammy per lui) impreziosisce il grintoso cyberfunk della
title track, impeto che resta intatto anche nella seguente "Oil", che, seppur scevra dello stampo melodico dell'
opener, è ricchissima di immagini ispirate, avvalorate dalla storica voce di
Stevie Nicks dei
Fleetwood Mac che fa trasparire una finta indulgenza.
Spuntano echi
anni 80 nell'elogio alla vita
hipster "The Tired Influencer", brano che possiede una curva armonica non distante da "Under The Westway", uno degli ultimi singoli pubblicati dai Blur.
Alcuni ricordi sfocati affiorano nel lento ribollire di "Baby Queen", sequenza dove 2D/Albarn allude a un curioso aneddoto accaduto nel 1997 che coinvolse la principessa thailandese durante un concerto dei Blur.
I luminosi sintetizzatori che accerchiano l'eccellente "Silent Running" (con il sentito contributo vocale di Adeleye Omotayo, già
vocalist di
Amy Winehouse) e il ritmo
dancefloor di "New Gold", impreziosita dai
feedback di
Tame Impala e Bootie Brown, sono forti segnali di come "Cracker Island" possa diventare un disco tipicamente estivo, fluttuando attraverso questi due episodi, tra i migliori dell'intera
tracklist.
La star portoricana
Bad Bunny partecipa al solare reggaeton "Tormenta", prima di raggiungere un dittico finale di assoluto rilievo. È una gioia sentire Albarn infiammarsi in "Skinny Ape", un'evoluzione che parte in sordina, con quel peculiare tono malinconico grazie al quale il leader dei Blur ha costruito gran parte delle sue fortune, per poi esplodere in un fragoroso impeto rave suburbano.
La chiusura con chiavistello è però assegnata a "Possession Island", un passaggio d'estrema profondità espressiva, dove la voce di
Beck Hansen, mai prevaricante sul contesto, accompagna 2D nell'esposizione della significativa frase: "All in this together 'til the end", messaggio d'unione universale, cardine assoluto della ricerca compiuta dai Gorillaz, prima che le calde note di una tromba lancino un ultimo esaltante estro di poesia.
Damon Albarn torna a tuffarsi nella sua sala giochi preferita, il suo spazio ludico per eccellenza, che molto gli ha regalato negli anni e spesso lo ha aiutato a staccare la mente dal pesante fardello indossato sia all'interno dei Blur, sia nella sua pregiata carriera solista. Il progetto ha ormai raggiunto un quarto di secolo; può ancora considerarsi un mero
side project?
La netta sensazione è che Albarn si trovi più a suo agio in questo
habitat rispetto a tutte le altre destinazioni artistiche cui è impegnato. Le cifre non mentono quando ci si accorge che il numero di dischi a marchio Gorillaz ha raggiunto esattamente quello dei Blur, confermando chiaramente quanto il tipico connubio tra gli avatar animati di Hewlett e il suo sinuoso pop elettronico non voglia affatto mostrare il minimo segnale di cedimento.
Peccato aver appreso solo qualche giorno fa che la realizzazione del film animato dei Gorillaz, prodotto da Netflix, sia stata definitivamente cancellata dalla piattaforma streaming di Los Gatos, causa smantellamento di tutto il reparto animazione. Non resta che lasciarsi trasportare nelle colorate storie di "Cracker Island": 2D e Co. non vi deluderanno.