È una traiettoria imprendibile, quella tracciata da Jane Remover nel giro di tre dischi (e appendici varie). Se i primi lavori pubblicati a nome Leroy, quando la giovane artista ancora non si era palesata come donna transgender (sarebbe accaduto nel 2022), sguazzavano in territori hyperpop con influenze espanse che vanno da Tyler, The Creator ed Earl Sweatshirt alla Edm di Porter Robinson, già in “Frailty” del 2021, suo battesimo artistico come Jane Remover, il rumore iniziava a fare capolino tra le trame indietroniche e i luccicori glitch pop.
In questo “Censuns Designated” troviamo le proporzioni tra le parti completamente ribaltate. L’elettronica è relegata alle fugaci introduzioni dei brani o a degli intermezzi, che possono essere improvvisi squassi o distensioni ambientali; mentre la chitarra, spesso e volentieri irrobustita da una corposa scorza di distorsioni noise, fa da faro, da guida alle lunghe composizioni della cantautrice.
Si tratta dunque di un’ora e un minuto di cantautorato dolente, che sfugge alla forma-canzone, rifugiandosi in una sorta di flusso di coscienza ossessivo. Che ora si staglia sopra le bordate noise del post-rock (in “Lips”, “Fling”, “Holding A Leach” e “Backseat Girl” il contrasto tra parti quiet e loud è davvero impressionante) che lo accompagna e ora si nasconde tra le sue pieghe shoegaze (“Always Have Always Will”).
La continuità con il passato risiede quindi non nella forma, quanto nel contenuto emozionale delle composizioni di Jane Remover, ancora una volta di forte impatto e prone a utilizzare le forme espressive più disparate. Jane ciondola all’insegna del bedroom pop in “Cage Girl/Cam Girl”, sbrocca in laceranti screamo invece in “Idling Somewhere, e così via.
Alla Nostra manca forse ancora il dono della sintesi, cosa che fa sbrodolare il disco oltre l’ora di durata, forse in maniera non totalmente utile. Ma le liriche di Jane sono universali: intrise di disperazione quotidiana, senso di isolamento e rifiuto, echeggiano come intrappolate in una loop station e colpiscono a segno anche il più distratto degli ascoltatori.
Senza dimenticare che si tratta di un’artista di soli venti anni. Dopo aver ascoltato “Census Designated”, possiamo affermare che la Z Generation più incline all’underground abbia trovato un’importante paladina.
23/10/2023