Vincenzo Vasi è un polistrumentista bizzarro e indecifrabile che ha trovato la sua passione e la sua strada nel theremin, uno strumento all'apparenza magico, unico al mondo che può essere suonato senza che vi sia alcun contatto fisico col musicista. In questa apparente stravaganza, in questa musica creata da onde elettromagnetiche che si intersecano con i movimenti delle mani, nasce un mondo sonoro originalissimo che Vasi scandaglia con maestria, come ha dimostrato sia nel suo progetto con Valeria Sturba OOOPOPOIOOO sia con “Braccio elettrico”, giunto ormai al suo decimo anniversario e ristampato per l’occasione.
Vasi sfutta le potenzialità creando tipici paesaggi sonori che possono ricordare i vecchi film di fantascienza in bianco e nero (“Cosa prova una scimmia nello spazio”) o magnifiche atmosfere hauntologiche (“La casa dei fantasmi”). Altre volte invece cerca le strade più astratte dell'avanguardia ("Esplorazione elettrica dei meccanismi del cervello”, “Canone relativo”), anche se in realtà non è mai totalmente astratto ma cerca sempre un legame, seppur labile, con un paesaggio immaginario che i suoni possono ispirare. Questo è evidente in “Niente amore”, con momenti persino romantici che danno un nuovo immaginario al theremin e lo legano più strettamente al mondo classico.
“Canone relativo" è il suo tentativo più ambizioso, ben dodici minuti che si muovono senza un filo conduttore in un gorgo elettroacustico. Vasi non nasconde la sua ironia coi bizzarri vocalizzi di “Alter Ether” e tenta anche una versione alternativa del celebre brano di John Carpenter “Halloween Theme” che tendenzialmente sarebbe potuta essere la traccia più debole e meno interessante, e invece si fa apprezzare proprio per sua personalità e per non essere eccessivamente calligrafica.
Si chiude con la musica concreta di “Lil Darlin”, brano di jazz orchestrale di Neal Hefti riproposto col contributo non eccessivamente invasivo del theremin, un po’ come se Vasi avesse tentato una collaborazione col progetto The Caretaker.