Vincenzo Vasi

Una vita per il theremin

intervista di Valerio D'Onofrio

Vincenzo Vasi è uno dei pochi musicisti italiani che cerca di scandagliare le potenzialità di uno degli strumenti più anomali del panorama musicale, il theremin. Unico strumento al mondo che può essere suonato senza che vi sia alcun contatto fisico col musicista, il theremin crea i suoi suoni grazie alle onde elettromagnetiche che si intersecano con i movimenti delle mani. Vincenzo Vasi con "Braccio elettrico", Lp interamente suonato col theremin, ha raggiunto un momento di grande maturità personale, tanto che la Offset Records di Cristian Scarola ha deciso di ristamparlo dieci anni dopo la sua pubblicazione.
Proprio Cristian Scarola ci parla del motivo della ristampa di un album che sembra destinato a diventare un Lp di culto per la nicchia di appassionati del suono del theremin: "Con Offset Records cerco il piu possibile di produrre album non di genere, ma soprattutto atemporali, fuori dal tempo… la natura dell'etichetta è l’antitesi della hit parade e della forma canzone. L’aggettivo offset, oltre a essere un tipo di stampa cartacea, lo usi usa anche in elettronica per indicare lo “spazio” di distanza dallo standard… ed è quella l'identita dell'etichetta. "Braccio Elettrico" mi sembrava esser perfetto, oltre a volerlo ristampare rimasterizzato da Marc Urselli (fonico anche di John Zorn, Lou Reed e U2 per citarne alcuni) e dargli nuova vita anche in tutti i formati che si meritava…poi è stato arricchito da 5 stampe fronte e retro su carta dedicata, dove ogni traccia ha una sua rappresentazione ora anche visiva con illustrazioni ad hoc. Era da parecchio tempo che avevo questo desiderio e il decennale è stata l'occasione perfetta".

vasi_vincenzoCiao Vincenzo, è davvero un immenso piacere poterti conoscere. La tua è una carriera molto variegata, lo è così tanto che non è semplicissimo rintracciare tutte le tue collaborazioni. Puoi dirci innanzitutto come è iniziata la tua passione per la musica e la tua attività di musicista?
Ciao Valerio, è un piacere rispondere alle tue domande. Inizio subito parlando del mio inizio. Sono nato nel 1964, ultimo di 3 fratelli e una sorella, tutti appassionati di musica che ascoltavano a tutto volume e a tutte le ore… quindi mi sono trovato da bambino/ragazzino ad assorbire così tanta musica da desiderarne altra. E così di conseguenza andavo a tantissimi concerti, facendomi accompagnare da mio babbo, visto che ero abbastanza piccolo, 10 anni o giù di lì. Ecco, la mia passione per la musica è nata in questi contesti e va da se’ che in un certo senso è nata anche la mia carriera musicale: perché da piccolo con i miei fratelli suonavamo insieme così per svago con chitarra, barattoli e voci fino a quando nel 1981, a 17 anni, fondai, in piena epoca wave, insieme a mio fratello Valerio, Roberto Bucci e Piero Mambelli, gli Shaming Borsalino, il mio primo vero gruppo rock. Poi con i Tondo e gli Ella Guru, N.O.R.M.A. e Angelica Festival, il trio Magneto, i Gastronauti, Bassesfere, Tristan Honsinger, Capossela, Perfavore Sing, Qy Lunch, OoopopoiooO.

Nelle tue interviste ricorre spesso la tua passione per il bizzarro. Puoi spiegarci meglio cosa intendi?
Intendo le cose fuori posto, le OOPArt della quotidianità, lo stravolgere una routine mentale. Direi che solo bizzarro è poco, io aggiungerei dadaista, surreale, onirico e sporco.

Quando nasce il tuo interessamento per il theremin?
Dai primi anni 90 avevo sviluppato e modificato i miei ascolti, appassionandomi alla musica radicale ed estrema contemporaneamente a quella di Burt Bacharach e a tutte le colonne sonore e ai rispettivi compositori, fino ad arrivare al filone sci-fi e a chiedermi cosa fosse quel suono che evocava l’alieno e il misterioso.
Nel ‘98 il mio approccio iniziale allo strumento fino allo sviluppo degli ultimi anni.

Qual è stato il musicista o la musicista che ti ha fatto capire che anche tu avresti voluto intraprendere quella strada?
Non saprei in verità, perché il mio rapporto col theremin è nato senza alcun intermediario, fisico o virtuale che si possa pensare, ma se dovessi per forza fare qualche nome, allora ti direi Clara Rockmore per la tradizione e Pamelia Stickney per l’innovazione e la sperimentazione. 

Il suono del theremin dà certamente l’idea del bizzarro o dell’alieno, ma in fondo credo sia forte anche il legame con la musica d'avanguardia del 900, per te è stato così?
Sicuramente sin dal principio ho cercato il theremin nelle produzioni di avanguardia, ma in quegli anni non era semplice accedere a certa musica e gli unici dischi che ho trovato erano davvero brutti e quindi ai lavori di contemporanea ho preferito l’exotica di Samuel Hoffman. Purtroppo, mi spiace dirlo e rimane comunque una mia modesta opinione, trovo che in generale la musica contemporanea (a parte Cage che va sempre oltre) eseguita con theremin è per la maggior parte fredda e priva di cuore e quindi di espressione.

E’ uscita da poco su Offset Records la riedizione del tuo album “Braccio Elettrico”, dieci anni dopo la sua pubblicazione, un Lp che può davvero valere una carriera, oltretutto con packaging curato nei minimi dettagli. Perche hai ritenuto giusto ristamparlo?
Già il fatto che la prima stampa sia terminata da anni potrebbe bastare a motivare una ristampa, se aggiungiamo che, oltre me, anche chi ascolta ha desiderato questo. Inoltre, Cristian Scarola di Offset Records in collaborazione con Bologna Unesco City of Music ha preso in mano la cosa e nonostante mille peripezie date dal periodo pandemico, ha fatto un ottimo lavoro di produzione e stampa in tutti i formati Lp, Gatefold, cd digipak e cassette con packaging molto curati e ricchi di inserti illustrati, così che finalmente ognuno possa soddisfare qualsiasi esigenza di formato al contrario della semplice versione cd jewelcase dei tempi.

Nelle tue opere c’è una parte "hauntologica"? Cioè cerchi di far emergere il fantasma di una certa musica antica che non abbandona le nostre vite.
Certamente lo strumento porta in modo naturale a questa tua visione poetica, che comunque condivido, ma quello che sento è che sto facendo un percorso creativo, un tentativo di innovare la forma di scrittura ed esecuzione di uno strumento ancora poco esplorato per poi svilupparne le diverse forme espressive.

La tua passione per la fantascienza in bianco e nero è evidente, puoi consigliarci due film? E due colonne sonore?
Non sono proprio di fantascienza, ma è questo che mi sento di consigliare:
- "Il colore del melograno", del regista georgiano Sergej Iosifovič Parad×anov;
- "Il barone di Munchausen", film di animazione in tecnica mista di Karel Zeman.
Invece che due colonne sonore preferisco elencare alcuni dei miei compositori preferiti (che sono molti più di due) e le musiche da film da loro composte:
- Ennio Morricone - La Tenda Rossa - Il Clan dei Siciliani
- Howard Shore - Crash - Ed Wood
- Dannny Elfman - quasi tutti i film di Tim Burton - Family Dog
- Nino Rota - Il Padrino - il Casanova di Federico Fellini e quasi tutti i suoi film
- John Barry - Attenti a quei due
- Lalo Schifrin - Bullit - Mission Impossibile
- Barry Gray - UFO - Space 199 - Stingray
- Piero Umiliani - Smog - L’audace colpo dei soliti ignoti
- Piero Piccioni - La decima vittima
- Bernard Herrmann - Psycho - Vertigo
- John Carpenter - Fuga da New York - Essi vivono

In “Braccio elettrico” c’è una versione interessante di “Halloween”, un omaggio al regista/musicista Carpenter. Hai una passione particolare per lui?
Effettivamente, anche se in sordina, sì. Mi piace tantissimo perché riesce a girare dei film bellissimi con pochissimo budget, cosa che faccio anche io nella musica così come lui essendo indipendente e fuori dalle major e dai grossi budget.
Mi piace molto anche perché è lui che compone le proprie colonne sonore. Da quello che ho capito di lui non cerca mai di ripetersi, cerca sempre il cambiamento.

Che progetti solisti hai per il futuro prossimo?
E sono qui a confermare le tue aspettative, perché da un annetto porto ai miei concerti parte di un mio nuovo repertorio di canzoni molto piccine, si chiamano "Microcanzoni" e sono dei tormentini di 30/60 secondi. Ecco, nel mio futuro c’è un progetto in solo per voce e looper che prenderà vita sotto forma di diversi 45 giri.

Per quanto riguarda le collaborazioni?
Di collaborazioni ce ne sono fin troppe, così tante che a volte mi distolgono da quello che è mio. Oltre alle collaborazioni storiche con Vinicio Capossela, Mike Patton, Ermanno Cavazzoni e Tristan Honsinger, che purtroppo ci ha lasciati proprio quest’anno, in questi ultimi anni ce ne sono tante altre, forse di poco rumore ma altrettanto valide, come Simon Hanes con i Trigger oppure la sua orchestra i 13 Bacci, Mauro Ottolini e i Sousaphonix, Fabrizio Puglisi e la O.C.E.R., Stefano Ricci, poi con gli OoopopoiooO siamo in buona sintonia con il thereminista cileno Martin Benavides e gli Inti Illimani Historico.

(11/02/2024)



Discografia

Tiziano Popoli & Vincenzo Vasi – Man With the Movie Camera (Harlck, 2001)
QY Lunch(Harpo, 2005)
Edoardo Marraffa/ Marco Tabellini/ Vincenzo Vasi/ Stefano Giust – Old Red City(Setola di maiale, 2008)
Braccio elettrico(Tremoloa Records, 2010)
Vincenzo Vasi/ Giorgio Pacorig – Perfavore Sing(I dischi di Angelica, 2011)
Luigi Lullo Mosso, Massimo Simonini, Vincenzo Vasi – Fuoriforma(I dischi di Angelica, 2021
Braccio Elettrico 10th Anniversary (Offset Records, 2023)
Pietra miliare
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