Emahoy Tsege Mariam Gebru

Souvenirs

2024 (Mississippi)
western classical, ethiopic music, spirituals

Il souvenir è un oggetto che si acquista o si raccoglie per conservare il ricordo di un luogo visitato, spesso mostrato ad altri per rievocare l’evento.
I “Souvenirs” di questa quarta raccolta di incisioni di Emahoy Tsege Mariam Gebru sono registrazioni casalinghe, risalenti agli anni 70 e 80 quando l’autrice era ancora residente ad Addis Abeba. Una commovente e intensa testimonianza di un luogo non solo fisico, ma anche dell’anima.
Questo inconsueto souvenir è simbolo della grande spiritualità della pianista etiope di formazione classica poi diventata suora, balzata agli onori della cronaca dopo la pubblicazione nel 2006 della compilation per la serie “Éthiopiques”, pubblicata dall’etichetta francese Buda Musique, curata da Francis Falceto, per anni unica fonte ufficiale di parte dell’enorme catalogo (più di 150 composizioni) dell’artista. Morta il 26 marzo 2023 a Gerusalemme, all'età di 99 anni, Yewubdar Guèbrou (nome natio) ha intrapreso a soli 7 anni gli studi in un collegio in Svizzera, dove ha imparato a suonare il violino e il pianoforte, per poi tornare in patria come funzionaria del governo di Haile Selassie.

Prigioniera di guerra insieme alla famiglia durante il secondo conflitto italo-etiope (1935-37), fu prima reclusa nel campo di prigionia dell’Asinara e successivamente vicino ad Avellino (Mercogliano). Finita la guerra, e dopo un periodo passato al Cairo, fece ritorno in patria come assistente amministrativa, grazie anche alla conoscenza di ben sette lingue. A metà degli anni 40, la Royal Academy Of Music di Londra le offrì una borsa di studio, ma Selassie non le concesse il permesso per l’espatrio. In preda allo sconforto, Yewubdar Guèbrou si rifugiò in un monastero per più di un decennio, abbandonando la musica e dedicandosi alla preghiera. In questo luogo l’artista prese il nome religioso di Emahoy Tsege Mariam, per poi ritornare ad Addis Abeba.
Ripresi gli studi musicali, incominciò a comporre brani originali, guadagnandosi finalmente l’appoggio dell’imperatore etiope che, oltre a permetterle di viaggiare in Europa, finanziò anche alcune registrazioni. Dopo il colpo di stato e la seguente dittatura, Yewubdar si rifugiò a Gerusalemme in un convento ortodosso, portando avanti l’impegno con la Emahoy Tsege Mariam Music Foundation, fondazione finanziata con i ricavi delle vendite delle incisioni. Unico scopo della sua carriera artistica diventò quello di insegnare l’arte della musica ai bambini orfani di guerra, un impegno costante al quale la suora-pianista ha tenuto fede fino alla fine dei suoi giorni.

Di fronte a un profilo artistico ormai familiare agli appassionati di musica, grazie anche all’utilizzo di alcune sue composizioni in film, serie tv e pubblicità, c’era attesa per il quarto album in vinile di Emahoy Tsege Mariam Gebru, il primo in cui protagonista è anche la voce, pubblicato postumo a quasi un anno di distanza dalla morte. E’ un ricordo prezioso, questo nuovo progetto retrospettivo della musicista etiope, registrato con il solo ausilio di un registratore a cassetta, pianoforte e voce. Un album che parla a tutte le anime che vivono nella sofferenza e nel tormento provocati dalle guerre e dalla povertà.
La musica riflette sia gli studi classici – Schubert, Mozart, Chopin, Strauss, Beethoven – sia la passione per il jazz e il blues, oltre alla naturale attitudine alle particolari armonie della musica etiope.

Delicata e impressionista alla maniera di Debussy, fluente e parimenti articolata e ricca di influenze blues, la musica di Emahoy Tsege Mariam Gebru è struggente e malinconica (“Clouds Moving On The Sky”), pronta a slanci armonici in cui trova posto una vivida speranza (“Ready To Leave”), ma anche a tratteggi pianistici più ritmici che ardono di voglia di vivere (“Is It Sunny Or Cloudy In The Land You Live?”, “Where Is The Highway Of Thought?“).
La natura delle registrazioni casalinghe rende “Souvenirs” un documento storico da ascoltare con dedizione: la musica di Emahoy Tsege Mariam Gebru è infusa di una spiritualità intensa, la potenza del messaggio sociale e politico di “Don’t Forget Your Country” (un brano che invita a sradicare definitivamente l’analfabetismo), il mesto blues di “Tenkou! Why Feel Sorry?” e la sincera preghiera di “Like The Sun Shines” hanno la necessaria intensità per poter farci archiviare “Souvenirs” tra gli ascolti imprescindibili.

09/04/2024

Tracklist

  1. ማይ ተጠግቶ ይሄዳል ዳመና = Clouds Moving On The Sky
  2. ለመሄድ ተዘጋጅቻለሁ = Ready To Leave
  3. ያለሽበት አገር ጸሃይ ነው ዳመና? = Is It Sunny Or Cloudy In The Land You Live?
  4. ተንኵ! ለምን ታዝኛለሸ? = Tenkou! Why Feel Sorry?
  5. ኢትዮጵያ እናት አገር = Ethiopia My Motherland
  6. የሃሳብ ጎዳናው መንገዱ በየት ነው? = Where Is The Highway Of Thought?
  7. አገርሸን አትርሸው = Don’t Forget Your Country
  8. ፀሐይ ለሁሉ እንደምታበራ = Like The Sun Shines


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