Π. ΔΙΟΝΎΣΙΟΣ ΤΑΜΠΆΚΗΣ - Paradise Metal

2026 (Heat Crimes)
Byzantine Chant, psychedelic folk

Un prete ortodosso di 53 anni, in servizio a Nafplio, Grecia. Una chitarra senza tasti, capace di produrre microintervalli che la musica occidentale ha sigillato fuori secoli fa. Un titolo che promette metallo e offre invece droni, preghiere, canti bizantini, techno natalizie e il suono di uccelli che cinguettano su un tappeto di tanbur. “Paradise Metal” è tutto questo, e forse anche di più. Tra il sacro e il profano, tra l’antico e il moderno, tra la serenità meditativa e l’inquietudine esistenziale.

Dionysios Tabakis è un sacerdote che fa musica e la sua fede è il sistema operativo su cui si basa tutto. Lo strumento che usa è la chitarra fretless (la perdesiz turca), che gli permette di suonare quelle note che stanno tra le note con la stessa precisione della voce umana. “Relaxation Music With Tanbur” sembra una di quelle registrazioni new age degli anni Settanta progettate per migliorare il sonno o la concentrazione. Ma è una trappola. Il secondo brano sembra preso dalla colonna sonora di “Dead Man” di Neil Young, tra western e psichedelia che sembra provenire da un sogno febbrile. Il disco si muove tra questi estremi ed esattamente a metà playlist Tabakis cambia gioco. “Techno ἐν Μοναστηρίῳ” è esattamente ciò che promette: un beat da club anni Novanta, synth lussureggianti, e un canto che si solleva sopra il tutto, da far concorrenza ortodossa agli Enigma. Ἄναρχος Θεός – Βυζαντινὰ Κάλαντα τῶν Χριστουγέννων ἐν ἤχῳ α΄ (Techno Christmas)” è ancora più folle: un canto natalizio bizantino su un beat house pesante, che trasforma la liturgia in un inno da dancefloor. Grottescamente meraviglioso.

“Ντουμπάϊ πάει” è il pezzo che si avvicina di più alla dubstep, con bassi wobbling e voci distorte, mentre “Φλεξάρεις Κάργα – Ἐκκλησιαστικὴ Rap” è esattamente ciò che sembra: un rap ecclesiastico. Questo è un disco altamente sperimentale e dadaista, che travalica la paura del ridicolo, chiudendo con le ultime due tracce “Χαῖρε, Παρθένε Σουμελά” – un inno alla vergine cantato dalla delicatissima voce di Evgenia Symela Armenie – e “Ῥόδον Ψυχῆς” – un canto funebre che si dissolve in un drone di zampogne greche – che ci riportano dentro una dimensione altamente spirituale.
La natura frammentaria di “Paradise Metal” è evidente, ma è un disco di una particolarità eccezionale, un’opera che sembra venire da un altro tempo e da un altro luogo, ma che parla direttamente al nostro.

06/07/2026

Tracklist

  1. 1. Relaxation Music With Tanbur
  2. 2. Ἠλεκτρικαὶ Ὑμνωδίαι – Α΄ Ἑωθινὸν Mὲ ἠλεκτρικὴν Kιθάραν ἄνευ Tάστων (Perdesiz)
  3. 3. Ἠλεκτρικαὶ Ψαλμῳδίαι – «Θείας Πίστεως» – ἦχος γ΄
  4. 4. Δὸς Ἀγκαλιάν, Τῆς Ἀγάπης Πινελιάν!
  5. 5. Εἰς Τὴν Θεοτόκον – Μὲ Κιθάραν ἄνευ Τάστων (Perdesiz)
  6. 6. Φῶς Ἱλαρόν Καὶ Ἠλεκτρικόν
  7. 7. Techno Ἐν Μοναστηρίῳ
  8. 8. Ἄναρχος Θεός – Βυζαντινὰ Κάλαντα τῶν Χριστουγέννων ἐν ἤχῳ α΄ (Techno Christmas)
  9. 9. ⁠Ντουμπάϊ πάει 1:48
  10. 10. Φλεξάρεις Κάργα – Ἐκκλησιαστικὴ Rap
  11. 11. «Χαῖρε, Παρθένε Σουμελά» – Ψαλτοτράγουδον
  12. 12. Ῥόδον Ψυχῆς

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