MUMFORD & SONS - Prizefighter

2026 (Island)
alt-country, folk-pop

Partiamo da lontano. 2020. Marcus Mumford canta, non accreditato, un duetto con Taylor Swift, “Cowboy Like Me”, dentro “Evermore”, uno dei due album della pandemia incisi dalla cantautrice americana. Una canzone che i Mumford & Sons amano oggi proporre spesso dal vivo. Maestro di cerimonie, Aaron Dessner, era allora presente in veste di produttore, così come sei anni più tardi si ritrova al banco di regia per supervisionare (co-producer e co-autore di tutte le 14 tracce) i lavori che hanno portato alla realizzazione di “Prizefighter”, il sesto album firmato Mumford & Sons. Intanto il giro di amici continua a crescere, e Dessner, che di recente ha prodotto anche il disco targato 2026 di Gracie Abrams (così apprezzata dalla Swift da farle aprire diverse date dell’Eras Tour e da decidere di realizzare una canzone insieme, “us.”), funge da promotore per un ulteriore introspettivo duetto, proprio fra i Mumford e la Abrams, a nobilitare un lavoro che di duetti ne mette in sequenza numerosi altri: con Chris Stapleton, Hozier, Gigi Perez e con il non accreditato (nella title track) Bon Iver.

Parliamo quindi di un lavoro corale, un enorme dispiegamento di forze nel quale la mano di Dessner si percepisce in maniera decisiva nell’economia del suono, per via di quel minimalismo, di quell’essenzialità che i Mumford & Sons non avevano mai avuto prima in maniera tanto netta. Un pop-folk costantemente in bilico fra attitudine indie e slanci mainstream, che parte da solide rifrazioni alt-country (compresa una “The Banjo Song” dal titolo programmatico), per poi contaminarsi con il soul (“Icarus”) e con l’immaginario cottage-folk impresso proprio da Swift e Dessner in “Folklore” (la superba “Alleycat”). In alcuni frangenti “Prizefighter” tende ad appiattirsi un pochino su sé stesso, specie verso il finale, quando è il sottile lavoro degli archi ad evitare che l’album si spenga; va decisamente meglio con le tracce che si caratterizzano per una maggiore dinamica, puntando su ritornelli densi di enfasi, come nel caso delle luminose “Begin Again” e “Stay”, costruite nello stile più tradizionalmente Mumford & Sons.

06/07/2026

Tracklist

  1. 1. Here (feat. Chris Stapleton)
  2. 2. Rubber Band Man (feat. Hozier)
  3. 3. The Banjo Song
  4. 4. Run Together
  5. 5. Conversation With My Son (Gangsters & Angels)
  6. 6. Alleycat
  7. 7. Prizefighter
  8. 8. Begin Again
  9. 9. Icarus (feat. Gigi Perez)
  10. 10. Stay
  11. 11. Badlands (feat. Gracie Abrams)
  12. 12. Shadow Of A Man
  13. 13. I'll Tell You Everything
  14. 14. Clover

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