ELLA LANGLEY - Dandelion

2026 (Columbia)
country pop

Da Nanci Griffith a Reba McEntire, Pam Tillis, Tanya Tucker, Trisha Yearwood. Se volessimo mettere sul tavolo i nomi presi musicalmente in prestito da Ella Langley per le sue canzoni, rischieremmo di fare l’alba.
La nuova country woman dell’Alabama è ormai sulla bocca di tutti, quantomeno al di là dell’Atlantico. E dopo le ospitate da Jimmy Fallon, in compagnia dell’inseparabile Riley Green, per la Langley è arrivato anche il successo clamoroso del singolo “Choosin’ Texas”, che ha raggiunto il primo posto nella classifica Billboard Hot 100, regalando alla musicista il suo primo singolo in cima ad una chart che include tutti i generi musicali, per un primato preceduto da ben sette premi ottenuti agli Acm Awards 2026.

Con queste premesse, il secondo disco in carriera di Ella Langley, “Dandelion”, non può che arrivare carico di aspettative, in un anno, peraltro, anche particolarmente triste, in quanto segnato dalla recente scomparsa della regina del country per antonomasia: Dolly Parton.
Tuttavia, ciò che cozza fin dalle prime note con tutta questa improvvisa (e inattesa) ascesa verso i piani alti del mondo della musica, è la bontà intrinseca delle diciotto canzoni di un album annacquato di soluzioni melodiche e giretti armonici triti e ritriti, stucchevoli ad ogni ritornello, a partire dalla title-track che di fatto apre le danze. Una canzonetta pop vagamente country che non aggiunge nulla a milioni di mielose ballate ascoltate dagli anni’90 (e ovviamente anche molto prima) ad oggi. La stessa “Choosin’ Texas” sembra una b-side messa da parte da Rosanne Cash nei suoi anni più indecisi. E le successive “We Know Us” e “Low Lights” amplificano questa sensazione, restituendo l’impressione di trovarsi al cospetto di un dischetto sganciato con l’Ai. I numeri decisamente inspiegabili per canzoni come “Be Her”, altra scipitissima ballatina pop-country da far rimpiangere nientedimeno che Shaina Twain, non fanno che peggiorare lo stupore.


In questo laccatissimo saliscendi di canzonette buone (?) per mezza stagione e nulla più, spuntano anche brani fedeli alla tradizione come “It Wasn’t God Who Made Honky Tonk Angels” di Kitty Wells, donando così l’unico momento degno di nota del lotto. E ci mancherebbe, verrebbe da aggiungere.
Canzoni come “Butterfly Season” (e non solo), poi, andranno senz’altro a gonfiare le valige dei selezionatori musicali e seriali di Netflix, mentre altre, come “Most Good Things Do”, fanno venire ancora più voglia di chiedersi perché Ella sia così amata a differenza di altre diecimila giovani cantautrici country sparse lungo gli States. Misteri che resteranno tali per un bel po’, ahinoi, quantomeno da queste parti.

28/08/2026

Tracklist

  1. 1. Froggy Went A Courtin' - Intro
  2. 2. ADandelion
  3. 3. Choosin' Texas
  4. 4. We Know Us
  5. 5. Low Lights
  6. 6. Be Her
  7. 7. You & Me Time
  8. 8. Loving Life Again
  9. 9. Bottom Of Your Boots
  10. 10. Speaking Terms
  11. 11. I Gotta Quit
  12. 12. It Wasn't God Who Made Honky Tonk Angels
  13. 13. Last Call For Us
  14. 14. Broken
  15. 15. Somethin' Simple
  16. 16. Butterfly Season Featuring – Miranda Lambert
  17. 17. Most Good Things Do - Acoustic
  18. 18. Froggy Went A Courtin' - Outro

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