Candya - Altalena di cera

2012 (Ark)
dream-wave, post-rock

I Trees sono stati tra le più brillanti meteore del panorama dark-wave italiano. Per chi se li fosse persi la partenopea Ark ha stampato, qualche anno fa, un bel cofanetto con dentro tutta la loro discografia ufficiale. Dalla ceneri dei Trees sono nati i Candya: ne fanno parte i due cugini Nino e Francesco Candia insieme al batterista Davide Fusco (gli ultimi due già in forza ai concittadini Blessed Child Opera di Paolo Messere). Per le voci i tre Candya si sono rivolti agli amici di sempre: l'altro Trees Paolo D'Addio; Sergio Panarella degli Ashram; e Corrado Videtta degli Argine.

Più che un disco d'esordio, infatti, “Altalena di cera” sembra il naturale proseguimento di una storia iniziata molti anni fa. La sensibilità dark-wave dei cugini Candia si è ben amalgamata alle dinamiche post-rock dei più romantici Mogwai: lo strumentale “Vite a perdere” sembra nato dopo ripetuti ascolti del capolavoro “Happy Songs (F)or Happy People”.
Le stesse chitarre languide e sognanti si infrangono su un beat di silicio denso ricoperto di nebbia sul terzo dei quattro strumentali in scaletta, “Trees”: un omaggio straziante e, allo stesso tempo, graffiante.

Sei brani sui dieci in scaletta sono cantati: la voce fatata di Panarella apre le danze sulla prima canzone in scaletta, “Human And Divine”, definendo le coordinate della dream-wave struggente dei Candya. D'Addio rincara la dose sulle voci dei bambini che giocano in un cortile scolastico sulla seguente “Children”, un tuffo nei ricordi dell'infanzia puntellato dai suoni di un pianoforte.

Tracklist

  1. Human And Divine
  2. Children
  3. Vite A Perdere
  4. Sonia
  5. Bride To Your Groom
  6. Trees
  7. Spostamento
  8. Around Me
  9. 3 Of Us
  10. Stay Gold

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