FIRE TO THE STARS - Made Of Fire

2016 (Seahorse)
alt-rock, slowcore

Di estrazione e nazionalità mista (svedese-australiana), il sestetto dei Fire to the Stars – Daniel Beekman, Petter Bertilsson, Jim MacDonald, Tim Spelman, più le vocalist Chloe Davies e Cat Tyson Hughes – perviene al debutto con “Made Of Fire”. La sincronizzazione tra Mazzy Star e il tempo presente (Lana Del Rey) rappresenta solo la ovvia superficie. Il loro procedimento, in realtà, riesce a forgiare una semplice cavatina per piano come “Rote Learning” a litania da camera, a dare finalmente un seguito agli esperimenti più audaci dei My Bloody Valentine nella vampa che distorce un etere d’intonazioni d’opera lirica in “Keep You Safe”, e a spingersi fino a una tortura Slint-iana, “Bird’s Nest”.

La specialità sta però nella forma di “canzona” libera e piana, compassata. I panneggi trascendenti e il canto sillabato (“Golden Bowling”, “Triple King”) ipnotizzano occupando più della metà della loro durata, e solo verso la fine la trance rinascimentale acquista una qualità di sarabanda psichedelica. La romanza soul della title track sgorga lentamente da un organo elettronico (rubacchia timbro e tonalità a “Zarozinia” dei Hawkwind), venti di gorgheggi, archi e dissonanze glitch: un rollio, una deriva al ralenti. Affonda il colpo “Wholesale Slaughter” negli arpeggi luccicanti e nelle poesie cupe delle due cantanti, a staffetta con un ritornello allungato che è più un motto, dei Fleetwood Mac divenuti oracolisti. In mezzo a questo funerale, nemmeno la proverbiale eccezione gioviale – “Starting With M” – mette da parte raccoglimento e compostezza.

Risultato di qualche anno di provini e performance dal vivo (primo singolo: “Keep You Safe/Wholesale Slaughter”, 2013, e un Ep omonimo del 2014 con l’esclusa “Deluxer”). Anche la produzione a veli tridimensionali dello scafato Casey Rice, che esalta con parsimonia le due ugole, contribuisce all’effetto finale. Il loro luttuoso, ombroso e spirituale cuore è comunque un tutto diverso dalla somma delle parti, un invisibile direttore d’orchestra che fa ampliare i tempi, centellinare i toni, eppur caricando di tensione, di pietas, ogni secondo. “Made Of Fire” (contributi di Ramon Lookman degli olandesi Monolog) per il videoclip è scorciata di qualche minuto.

31/05/2016

Tracklist

  1. 1. Golden Bowling
  2. 2. Keep You Safe
  3. 3. Rote Learning
  4. 4. Wholesale Slaughter
  5. 5. Stay Down
  6. 6. Made of Fire
  7. 7. Starting With M
  8. 8. Sunday
  9. 9. Birdos Nest
  10. 10. Triple King

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