Il duo svedese Ecovillage - composto da Emil Holmström e Peter Wikström - è da sempre dedito a ricreare atmosfere pacate e spirituali, alla ricerca di una trascendenza già riscontrabile in “Jesus Of Nazareth” (2015), esempio rarissimo di musica ambient dedicata alla figura di Gesù, e nell'altrettanto spirituale “Sacred World” (2018).
Approdati all’etichetta francese Eilean, con il nuovo “Hold My Hand” i due abbandonano gran parte della componente elettronica per dedicarsi maggiormente a fraseggi acustici ricreati grazie alla collaborazione di una vera band di musicisti (piano, tromba, chitarra, violoncello e violino). Il suono diventa sempre più etereo e minimale, ai limiti dell'inconsistenza, ma pur sempre in contesto di modernità figlio della tradizione modern classical.
I paesaggi di “Remember The Sky”, con esilissimi arpeggi di chitarra e registrazioni ambientali, rievocano il totale abbandono alla natura e l'assoluta ricerca di meditazione e trascendenza, cosa che in effetti si potrebbe dire di tutti i brani, indipendentemente dallo strumento protagonista.
Il piano della
title track, il violoncello di “Heaven In Your Eyes”, la tromba di “Sacrificial Love”, gli archi sospesi di “Nova Lux” o di “Fields” ricreano comunque atmosfere mistiche che rimandano chiaramente a quel versante figlio di una religiosità laica che ha visto in band come
Popol Vuh o
Third Ear Band le proprie icone.
Chiude "Sometimes I Hear Your Voice", ancora una volta estrememente meditativo, ma con accenni più dinamici, con brevi
pattern in rapida ripetizione.