E se il panorama urban nipponico stesse cominciando nuovamente a risvegliarsi? Non che nel mentre il Giappone sia rimasto privo di
talenti capaci di trascinare l'espressività r&b/hip-hop fuori dalle maglie della melassa di fine Decennio Zero, è però rimasta disattesa la formazione di un contesto, una scena che consentisse a musicisti di buone speranze di emergere e consolidare la propria posizione, oltre il fitto sottobosco. Constatare che un nome come iri, ancora sotto una piccola etichetta indipendente, riesca a macinare milioni di visualizzazioni e trovare una sua nicchia in uno scenario nazionale dominato da tutt'altri generi, la dice lunga sul desiderio di sonorità urbane fresche e accattivanti, attraverso cui dare nuovo slancio a un intero movimento. “Shade”, terzo album per la giovane musicista di Zushi, è la sua raccolta più matura e compiuta, un cofanetto di melodie scintillanti e passaggi di pregio, che inoculano lucide linee electro, fraseggi house e segmenti hip-hop nel tessuto di canzoni eleganti, flessuose, dal tocco
soulful e stradaiolo al tempo stesso; la rampa per progetti più ambiziosi è stata qui costruita.
Voce grintosa, decisa, lontana da stereotipi
kawaii e da delicate forme cantautorali (nei momenti più posati rimanda alla sofisticazione
jazzy della connazionale UA), iri manovra con lo stesso slancio più contemporanee espressioni electro (i tracciati nu-r&b di “Only One”, la
hip-house, a cavallo tra
Fatima e i
Disclosure, di “Cake”) e curiosi sguardi al passato (le rievocazioni anni 90 di “Wonderland”), si esprime con analoga bontà di intenti tanto nel canto soul che nel fraseggio rap, dimostrando una conoscenza del panorama urban che estingue ogni forma di banale catalogazione. Un lento come “Hikou” spezza la prevedibilità della ballata soul grazie al potente trasporto dell'interpretazione e al minimalismo funk della base, “Peak” sa come far fruttare una linea chitarristica adattandola a un interessante disegno ritmico e una melodia dal sapore notturno, poco prima che “Keep On Trying” incanali la carica delle prime TLC in un raffinato disegno
pop-hop.
Pienamente sbocciata, conscia delle proprie capacità e del suo linguaggio, l'autrice giapponese è pronta a spiccare il volo. Che possa fare da traino a una nuova ondata di musicisti urban?