EMI MARIA

Euphoria

2015 (Village Again / KSR) | nu-r&b, j-pop

Da scena tra le più creative del mondo a pallida fotocopia di un altrettanto pallida fotocopia: è bastato veramente poco, perché l'universo urban giapponese precipitasse nel baratro dell'auto-riciclo e della parodia, chiudendosi a riccio attorno agli stessi triti moduli espressivi e rifiutando, verrebbe da dire con assoluto disprezzo, quasi ogni attitudine al rinnovamento. Nonostante tutto, il mercato sembra tenere testa, e le poche pecore nere disposte a mettersi in gioco non riescono a raggiungere il rilievo necessario a modificare le sorti del settore, come se rifarsi a Hikaru Utada, MISIA o Kumi Koda debba essere l'imperativo categorico a cui sottostare. Di queste belle speranze destinate all'incomprensione generale, Emi Maria (nom de plume stilizzato solitamente tutto in maiuscolo) è la più brillante e la più energica, indubbiamente la prima che ha sondato con forza le belle innovazioni in materia di r&b e dintorni, e le ha trasportate di peso nel proprio paese, contestualizzandole e riadattandole con la dovuta lucidità alle esigenze di cambiamento di un filone rimasto all'asciutto di veri scossoni.
“Euphoria”, quinto album in una carriera condotta avanti con totale abnegazione, diventa il veicolo di questo impulso, margine netto che con la giusta promozione avrebbe potuto segnare un prima e un dopo dai caratteri cubitali, ma che nonostante tutto, in un 2015 a dir poco desolante per la musica nipponica, si pone come uscita di assoluto rilievo. A prescindere dal suo impatto, quel che seguirà a tale lavoro passerà inevitabilmente dalla morsa del confronto.

Beat mordaci e immaginifici, produzione tagliente e curatissima, vocalità di ampio respiro: l'avvicinamento a realtà ormai autentiche protegée della critica internazionale come Tinashe e FKA twigs è evidente, ma il contatto che si viene a creare è più spirituale che altro, dacché la lettura che Emi Maria dà del nuovo corso r&b è alquanto diversa, e in prospettiva ben più stimolante. Senza nulla togliere alla rilevanza della proposta delle due capitane del nu-r&b, più o meno espanso che lo si voglia considerare, l'operato della cantautrice e produttrice giapponese (ma di origini papuane) si spinge in un esperimento più ardito, nel tentativo di sposare le caratteristiche timbriche proprie del filone alle peculiarità melodiche del j-pop e del j-urban, individuando quindi le possibili modalità di scambio e incontro.
Si rivela insomma un connubio avvincente e affrontato dall'autrice con la giusta stazza, con esiti che soltanto in rade occasioni scadono nel cliché o nel cimento pasticciato; quando si centra la combinazione perfetta, l'alchimia che ne viene fuori raggiunge livelli più che notevoli. L'accoppiata d'attacco, “One Of Them”-“I Am Water” (ragguardevoli i colpi di scena in questo brano), con i beat sommersi, l'atmosfera liquida e i contributi vocali frastagliati in un ampio ventaglio di interpretazioni, spiega l'avvicinamento tra contesti con dovizia di particolari, in un aggiornamento delle possibilità del r&b alla giapponese che finora sembrava al di fuori della portata di chiunque.
La fluidità nella modellazione dei brani finisce con il pervadere un po' tutto il lavoro, anche in quegli episodi dove forse arrangiamento e melodia avrebbero optato per una maggiore fissità: così, anche un pimpante stacchetto dance-pop come “Perfect Girls” vibra di una produzione stratificata e guizzante, che sotto al tappeto ritmico di base sovrappone con gusto bassi funky, divagazioni electro, morbidezze ipnotiche dal tocco romantico. Ecco sintetizzato in una sola canzone tutto quello che è mancato a tante ipotetiche dive j-pop negli ultimi anni, e non soltanto tra le più giovani.

Poi c'è spazio per il prevedibile lento dal tono confessionale (“In Your T Shirt”) e qualche bizzarro avvicinamento in salsa elettronica al reggae (“Island Girl”), ma ci vuole poco per ripristinare l'ipnosi e rimettere le cose in chiaro, sfruttando tutta la duttilità della produzione e le qualità di un timbro che sfrutta con profitto ogni sua flessione. Dal romanticismo senza melassa di “Sleep No More”, passando per le atmosfere vaporose dal tocco onirico di “91”, Emi Maria riesce a compattare in un mood carezzevole e fascinoso un'ampia gamma di registri, toccati con una sensibilità che se ne appropria con disarmante semplicità.
Così, il taglio retrò dei beat di “Tokyo”, di marcata provenienza 90's, riesce a non risultare fuori tempo massimo grazie a un trattamento scorrevole, progressivo, che ne attenua le asperità in uno schema di sensuale sofisticazione. “Tonight”, d'altra parte, impostata su un piano sonoro che guarda a house ed electro, porta l'autrice a rivelarsi anche come valida vocalist dance, mettendo su una valida candidatura per l'ennesimo rinnovamento della propria carriera.

Ci saranno altri a seguire le sue orme? Oppure “Euphoria” resterà un unicum isolato, bellamente ignorato da un ambiente ben poco prono alle novità? Il sassolino di certo è stato lanciato: c'è da augurarsi che ben presto possa diventare un macigno.

(17/01/2016)

  • Tracklist
  1. One Of Them
  2. I Am Water
  3. 91 (ft. SEEDA)
  4. Sleep No More
  5. #Perf #Girls #Love #Selfie (Perfect Girls)
  6. Tokyo
  7. Kono Machi De Deatte
  8. Island Girl
  9. Girl Like Gangsta
  10. In Your T-Shirt
  11. Baby Halo
  12. Angels
  13. Tonight




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