Rhys Fulber - Brutal Nature Redux

2023 (FR Recordings)
techno-industrial

Quello del canadese Rhys Fulber è un nome legato a una moltitudine di progetti di stampo industrial-elettronico: dagli imprescindibili Front Line Assembly ai Delerium, dai Noise Unit a Conjure One, senza dimenticare il suo fondamentale apporto come producer per i Fear Factory. Da alcuni anni, il musicista nordamericano ha anche abbracciato un percorso più scarno e personale, legato esclusivamente al lato più sporco e contaminato delle sonorità techno. “Brutal Nature Redux” nasce dunque come appendice al quasi omonimo album del 2021, quel “Brutal Nature” capace di stupire per l’eccellente qualità dei suoi brani.

Per l’occasione, Rhys Fulber è stato soltanto un semplice spettatore: non a caso, le sei composizioni dell’Ep altro non sono che inediti remix affidati ad alcune delle migliori realtà attive nel settore.
Se “Rogue Minority” viene filtrata dal martello Ebm (e dalle vocals) degli ottimi Years Of Denial, la successiva “Central State Institute” scivola via verso direzioni technoidi piuttosto cupe e apocalittiche (merito del sempre valido Sarin), una sensazione che riaffiora più avanti con l’ossessiva rivisitazione di “Stare At The Sun” ad opera del conterraneo Orphx, una perla capace di coniugare minimalismo e rabbia punk (le urla distorte di Sara Taylor degli Youth Code).

Per assaporare ancora lo spirito Electronic body music bisogna attendere Qual (ovvero William Maybelline dei Lebanon Hanover) e la sua discreta “Pyrrhic Act”, mentre le variazioni sul tema sono rappresentate da Vanity Productions (il beat di “Fragility” viene prosciugato per far spazio a un fine tessuto ambient) e dal magnifico lavoro di Evitceles: il produttore bulgaro decostruisce “Night Render” in chiave industrial-Idm, aumentandone la tensione con assoluta padronanza della materia.
La natura brutale pensata da Rhys Fulber si arricchisce così di nuove (grigie) sfumature, perché l’ansia presente tra queste note è ancora più marcata rispetto alle composizioni originali del musicista di Vancouver. Lunga vita a queste geometrie elettroniche post-moderne!

Tracklist

  1. Rogue Minority (Years Of Denial remix)
  2. Central State Institute (Sarin remix)
  3. Night Render (Evitceles remix)
  4. Stare At The Sun (Orphx remix)
  5. Pyrrhic Act (Qual remix)
  6. Fragility (Vanity Productions remix)

Rhys Fulber sul web