Umberto Maria Giardini - Olimpo diverso

2025 (La Tempesta)
alt-rock, songwriter
Quanto tormento esce da ogni singola nota, da ogni singola parola di un qualsiasi lavoro firmato da Umberto Maria Giardini. Un tormento a tratti insostenibile, impregnato di una bellezza seducente, irresistibile, ma dolente. Trascorrono gli anni, inesorabili, ma Umberto continua a comporre canzoni di altissimo livello, alternando vivida irruenza e raffinate delicatezze. "Olimpo diverso", il suo disco targato 2025, è inaugurato dagli accordi di una chitarra acustica, presto raggiunti dalla caratteristica voce: "Guarda/ Io vicino a te/ Nudo e crudo come un Cristo a cui non credo". Poesia, realtà, verità, e gli arrangiamenti, spesso imponenti, che si fanno strada, cuciti insieme con il contributo dell'ottima backing band che lo accompagna: Marco Marzo alle chitarre, Michele Zanni a piano, synth e basso, Filippo Dallamagnana alla batteria, Alessio Alberghini a sax baritono e flauto traverso.

Il piglio è decisamente rock oriented, lo scopriamo subito nell'impetuoso sviluppo di "Frustapopolo", traccia che acquisisce una posizione di centralità assoluta nell'economia dell'album, un brano suddiviso idealmente in due parti, dove nella seconda Umberto Maria Giardini si lancia in vocalizzi ricchi di pathos che si srotolano in parallelo al sax di Alberghini. Una delle migliori composizioni del Giardini più recente. Con "Topazia" si cambia registro, eterea malinconia accolta da un morbido tappeto elettronico, pronto a incresparsi senza mai uscire troppo dalle righe, conservando sempre la gentile educazione che contraddistingue il cantautore marchigiano. Sopraffina canzone d'autore che ritorna in "Paga la vita", episodio che ricorda i momenti più intensamente riflessivi dell'epoca Moltheni.

Se "Vipera blu" è un dolcissimo episodio dal mood inequivocabilmente folk, nel quale Giardini si conferma doloroso cantore degli abissi, "Energia" recupera il tiro rock dall'inconfondibile sapore nineties. L'incomunicabilità fra le persone e il senso di perdita sono fra gli argomenti più trattati nei testi, a volte intarsiati in una musicalità più classica ("Pietre nell'accappatoio"), altre volte resi in un disegno complessivo che sposa elettronica e jazz ("Capire prima che accada", influenzato dai Radiohead epoca "Kid A").
A completare una tracklist priva di riempitivi provvedono le avventurose escursioni strumentali di "Mega estate" e la rarefatta delicatezza espressa in "Acquaforte".

Tracklist

  1. Olimpo diverso
  2. Frustapopolo
  3. Topazia
  4. Paga la vita
  5. Vipera blu
  6. Energia
  7. Pietre nell'accappatoio
  8. Capire prima che accada
  9. Mega estate
  10. Acquaforte


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