Reduce dalla collaborazione con Michele Anelli e Paul Beauchamp, Andrea Cauduro – chitarrista e compositore di base a Torino, autore di numerose sonorizzazioni per installazioni, teatro e danza - torna a produrre in veste solista offrendo un magistrale saggio di quanto evocativo possa essere il suo immaginario sonoro improntato a un marcato eclettismo e tendente alla definizione di paesaggi sonori atmosferici permeati da una misteriosa vena ancestrale.
In questa veste diventa naturalmente centrale la voce della chitarra, ma si cadrebbe in errore nell'immaginare "It's Always Darkest Before The Dawn" come un mero compendio di possibilità timbriche e virtuosismi, anche se entrambi gli elementi sono parte integrante del lavoro. Le otto composizioni che strutturano l'album sono ulteriormente fondate su una coralità che trae linfa dall'interazione con altri musicisti coinvolti, collaborazioni a cui è demandato l'onere di ampliare uno spettro sonoro già di per sé sfaccettato e di forte valenza cinematografica.
Utilizzato come mezzo espressivo libero, lo strumento diventa guida per attraversare un territorio ibrido, in cui confluiscono atmosfere dark-ambient, retaggi post-rock, avanguardia e drone music. A trame contraddistinte da un approccio fisico preminente - particolarmente incisivo risulta l'atipico connubio primitivismo/minimalismo di "Golgota" – si alternano esplorazioni meditabonde fatte di frequenze diluite ("Sirens' Silence") e derive percorse da misurate dissonanze e increspature noise ("Suspended Ghost, Memories").
All'interno di questo caleidoscopio agiscono i diversi contributi esterni, ponendosi in dichiarato contrasto – splendido il confronto tra l'oscura inquietudine della chitarra e l'elegia sinuosa del violino di Giulia Subba in "The Dance Of Restless Souls" – o arricchendo di dettagli una scrittura pensata per adattarsi a diversi tipi di ensemble.
Ci si trova di fronte un disco ideato e plasmato con cura – registrato presso O.F.F. STUDIO con la produzione di Paul Beauchamp e il mastering di Marco Milanesio – capace di dischiudere un universo visionario e ammaliante, proponendosi come esperienza d'ascolto totalizzante.