Paolo Spaccamonti & Paul Beauchamp

Torturatori

2017 (Escape From Today, Fratto/9) | folk, ambient, cinematic

Paul Beauchamp e Paolo Spaccamonti sono tra i protagonisti della musica di ricerca torinese di ambito avanguardistico. Amici da tempo, condividono palchi, locali e conoscenze fin tanto da decidere un giorno di trovarsi in sala insieme e dare vita a un progetto musicale. Spaccamonti aveva realizzato lo scorso anno la colonna sonora del film "I Cormorani" di Fabio Bobbio (Escape From Today, Superbudda e Dunque, 2016) col trombettista Ramon Moro (3quietmen) e il sound designer G.U.P. Alcaro (Superbudda). Beauchamp, sound-master delle produzioni O.F.F. Studio di Torino, approda in città dal North Carolina portando avanti un progetto solista ambient – recente è “Grey Mornings” (Boring Machines, 2017) – e diversi ensemble sperimentali con Fabrizio Modonese Palumbo (Larsen) tra cui Coypu (con Ben Chasny/Six Organs of Admittance), Almagest! e Blind Cave Salamander (con Julia Kent).

Soprannominati “torturatori” da un avventore di un locale dove si ritrovano abitualmente, i due musicisti usano i rispettivi strumenti – Paolo la chitarra acustica e quella baritona, Paul l’harmonium, la sega musicale e il synth – per sviluppare le loro composizioni su elementi musicali che condividono, in particolare i loop e gli effetti d’ambiente. “Torturatori” si compone così di due lunghe suite di circa 14/15 minuti, “White Side” e “Black Side”, corrispondenti a ciascuna facciata del vinile a 33 giri.

“White Side” è un percorso dal sapore cinematografico con diverse epifanie: è un brano elegiaco, aperto e sospeso, dove a condurre le danze sono principalmente la chitarra acustica e la sega. Il cambio di passo a circa un terzo dell’ascolto lo offrono i fraseggi molecolari e gli accordi liquidi eseguiti con lo slide da Spaccamonti, che lasciano spazio ai suoni degli strumenti processati di Beauchamp. A circa due terzi, invece, un arpeggio folk/blues acustico diventa il protagonista della parte finale accompagnandoci nel “Black Side”, col suo incedere scuro e ossessivo scandito dalla chitarra baritona. A inserirsi sulle ritmiche di Spaccamonti sono le linee di synth di Beauchamp dal richiamo anni Ottanta, che intervengono ad armonizzare le pennate irrequiete della chitarra.
Da questo enunciato espressivo si procede per accumulo: le note delle chitarre, anche elettriche, si moltiplicano, si stratificano e si distorcono sulle precedenti linee basse, da cui emergono i fraseggi di synth dalla scansione lenta e regolare. Nei cinque minuti finali la tempesta elettrica è placata dall’harmonium di Beauchamp, a riportare le pulsazioni del brano a uno stato di quiete sonora di respiro ambient, alla quale si uniscono i clean drones di Spaccamonti.

I policromi emisferi musicali che esprimono i due musicisti con i rispettivi set-up trovano nel connubio tra suoni naturali e sintetici la chiave per una narrazione affascinante. “Torturatori” è infatti un’esplorazione sonora da condurre più volte, un viaggio in cui alternare, isolare e invertire le tappe testando dove possono condurci Beauchamp e Spaccamonti, per poi, magari, scoprire che il tragitto possiede una circolarità interna, da percorrere senza posa sul solco di Sisifo. Consigliamo di sperimentare “Torturatori” anche dal vivo – come abbiamo avuto modo di fare durante il primo ciclo della rassegna musicale Overlook al Cinema Classico di Torino – per goderne appieno della ricchezza sonora e dell’impatto emozionale.

(19/07/2017)

  • Tracklist
1. White Side
2. Black Side
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