FRANCESCA MICHIELIN - Magia bianca

2026 (Columbia)
art-pop, pop

Dopo una crisi personale e artistica, Francesca Michielin è volata nel Regno Unito per costruire un concept-album sulla stregoneria che collega Medioevo e società contemporanea, parlando anche di emancipazione dalla società e dal mercato musicale. Sicuramente curioso, il progetto mette insieme un pop ottantiano anche sofisticato, con Kate Bush ed Enya che fanno spesso capolino, impastandolo con Branduardi, Battiato, filologia e riferimenti didascalici.

La giostra medievale di “1484”, l’anno in cui inizia la caccia alle streghe, punta in direzione del pop sofisticato internazionale, tra folk ed elettronica e un testo un po’ sopra le righe (“che tempi di merda”). Inserisce l’ascoltatore nel contesto fantasy in cui si muove l’intera scaletta. La collaborazione tra Alice e Battiato sembra rivivere in “Una donna non può”, pop elettronico e un po’ teatrale.
Il folklore veneto è centrale ne “Il canto delle anguane”, ninfe fluviali protagoniste di una synthwave prestata al pop. Che l’intenzione sia di parlare del presente, anche arrivando al commento politico, è reso evidente da “Feral Girl”, che contiene i versi forse più ficcanti:

Servirebbe un incantesimo
Contro il tecno-feudalesimo

Il momento più smaccatamente pop è “Strega comanda”, con tanto di citazione di Caparezza, una filastrocca un po’ erotica e un po’ infantile con altri versi sopra le righe (“Ma sappi che sono una mistress esoterica”). Il passaggio più erotico è invece “Litha”, anche se il ritornello non centra il bersaglio e forse questa veste non è ancora del tutto allineata con l’autrice.
La sognante “Solstizio d’estate”, un po’ ingenua nei suoi arpeggi fatati,  e la conclusiva “Magia bianca, magia nera”, un trip-hop con innesti folk, concludono in modo confuso l’ascolto.

Francesca Michielin vuole cambiare pelle e ci prova con un album a suo modo coraggioso ed eccentrico, pieno di riferimenti, simboli, ammicchi. I temi dell’identità, della libertà e della pressione sociale sono affrontati in appena 25 minuti, tra accenni perfetti per il Pride Month ma anche rivendicazioni di un cambiamento che sembra ancora doversi assestare. Ne ricaviamo, quindi, un breve album più curioso che riuscito, ambizioso ma anche ingenuo. Nell’epoca dell’omologazione musicale, quantomeno nel pop, è comunque un qualcosa da rispettare.

24/06/2026

Tracklist

  1. 1. 1484
  2. 2. Una donna non può
  3. 3. Il canto delle anguane
  4. 4. Feral Girl
  5. 5. Strega comanda
  6. 6. Litha
  7. 7. Solstizio d'estate
  8. 8. Magia bianca, magia nera