Dopo il successo di "
Only Lovers Left Alive OST" (2014), un discone come "
Attempt To Draw Aside The Veil" (2019) e svariati altri cd, la collaborazione tra
Jozef Van Wissem e il regista-musicista
Jim Jarmusch non poteva non proseguire. Nato come colonna sonora ideale delle opere del fotografo statunitense
Robert Longo, “American Landscapes" rappresenta una normale evoluzione della musica di Van Wissem, tipicamente adatta come
soundscape, come sfondo per ricreare un paesaggio sonoro che evochi un paesaggio reale.
L’America decadente della
polizia violenta, delle contraddizioni razziali, della
guerra eterna, delle
armi diffuse come fossero giocattoli, dell‘infinita tragedia degli
immigrati, ma anche degli immensi paesaggi naturali statunitensi, sono i principali temi di Longo. Jozef Van Wissem e Jim Jarmusch utilizzano - come di consueto - liuto, chitarra acustica e chitarra elettrica dividendo il disco tendenzialmente in due.
Da una parte, il pulviscolo elettronico denso dei droni nebulosi di "Cleveland" e "Akron", che sono tanto dilatati e ipnotici da creare un punto di unione tra l'aspetto musicale uditivo e quello visivo fotografico, permettendoci di immaginare un’intersezione possibile tra l’arte musicale e quella visiva. Dall’altro, l'utilizzo delle chitarre e del liuto, anch'esso in chiave ripetitiva, a coniugare la musica tradizionale americana con i suoni dell’America contemporanea.
Chiaramente i ventidue minuti della
title track rappresentano il punto più ambizioso dell’album, con minime variazioni di arpeggi che tendono a ripetersi per creare un lungo e corposo
landscape sonoro grigio e nostalgico, desideroso di un’America paese di libertà, che rimane ormai solo un ricordo sfuocato nella mente, cancellata da una realtà violenta che fa ancora fatica a manifestarsi totalmente per quello che è.