L’approccio di
aya Sinclair alla materia musicale è apparso molto chiaro sin da subito: quattro anni fa “im hole” si impose come un’eloquente dichiarazione d’intenti, una visione confermata durante un giovedì al
C2C Festival, trascorso nelle OGR di Torino, quando aya conquistò la platea in una serata dall’impostazione decisamente
fluid, che proponeva in cartellone anche
Lyra Pramuk e
Arca. “hexed!”, il suo secondo album, conferma e amplifica l’estetica dell’artista inglese: aya si impossessa del suono, lo decompone, lo destruttura per poi ricomporlo in maniera anticonvenzionale, costringendo l’ascoltatore in un magma sensoriale a metà strada fra le visioni industrial del primo
Trent Reznor e certe stregonerie da rituale esoterico. Il risultato è una straniante esperienza fisica da
dancefloor spezzettato, eletto a regno del
post-post-clubbing.
Aya gioca con i limiti della forma musicale, imbastendo
electro music astratta, oscura, intricata, ipnotica, un viaggio onirico che condensa
glitch e incantesimi in un’atmosfera densa e inquietante. Ritmi spezzati, voci trattate, manipolate, decostruite, ultraterrene, frammenti distorti su percussioni taglienti, alienazione e ferocia, notti chimiche e ansie metropolitane. Nella propria
performance emotiva lascia che caos controllato e passaggi minimali, meditativi, si alternino di continuo.
Landscape sonori che si delineano in forma astratta e inafferrabile, accogliendo influenze
Uk bass,
hip-hop, grime,
dubstep.
L’iniziale “I Am The Pipe I Hit Myself With” assume le sembianze di un
punk destrutturato, “Off To The ESSO” ci invita a ballare in discoteca, ma una volta entrati ci imbattiamo in una pista colma di detriti, “Heat Death” sembra fiorire da uno dei peggiori incubi di
Tricky, e poi il definitivo annientamento sopraggiunge attraverso l’apatia trasmessa da “The Petard Is My Hoister”.
Sul fotofinish arriva persino un ultimo scarto laterale in territori nu-metal:
hardcore e post-club in un colpo solo. aya piazza così, nel bel mezzo degli anni Venti, le visioni futuristiche assorbite da
Knife,
Nine Inch Nails e
Amnesia Scanner:
Hyperdub colpisce ancora.