King Princess - Girl Violence

2025 (section1)
indie-rock, pop-rock

Nonostante non sia mai riuscita a replicare l’exploit commerciale del suo primo singolo “1950”, King Princess non ha mai negato la propria intenzione di volere mantenere una certa rilevanza nel panorama pop. Ma, ovviamente, in un modo tutto suo. Poco importa infatti se le sue scelte artistiche le hanno in parte alienato il pubblico trasversale dell’iniziale successo in favore di una fanbase principalmente lesbica e queer, ma certamente più appassionata. E se fino a questo momento si era sempre distinta per delle ottime canzoni ma mai per un disco capace di segnare in maniera indelebile la scena mainstream o alternativa, “Girl Violence” si presenta come una vera e propria ripartenza. Anche perché, abbandonata la major per cui aveva precedentemente pubblicato i suoi lavori, la cantautrice ora ha trovato il supporto di una label indipendente per liberare la sua creatività e realizzare così il suo disco più completo e ambizioso.

Sessualità e relazioni sentimentali rimangono il perno anche di questa raccolta, dove, accanto alle canzoni horny in classico stile King Princess (“RIP KP” è la nuova “Pussy Is God”), uno sguardo introspettivo analizza sentimenti e pensieri legati a un breakup elaborato intensamente. Rabbia, nostalgia, ma anche rinascita e self-empowerment come rivendicano i versi di “I Feel Pretty”:

She, she’s playing with my time
She’s playing with my life
She wants to be the tough guy
And I see cigarettes scattered over the yard
Kind of reminds me of how I was taught
To throw away parts of my heart
 
For the first time in years, I feel pretty
And she’s trying her best to uplift me
And the birds in the trees singing with me

Gli arrangiamenti virano verso l’indie-rock e portano a compimento le intuizioni già abbozzate in “Hold On Baby”. Alternando graffi abrasivi, riff esplosivi e melodie delicate, “Girl Violence” trova, sulla scia tracciata dall’ultimo lavoro di Snail Mail, un ottimo equilibrio tra pop, cantautorato e rock chitarristico e alcuni momenti memorabili come il crescendo conclusivo in “Girl” o l’intreccio ritmico in “Cry Cry Cry”. Ma è anche la cura dei dettagli e delle transizioni tra i brani che segnala una rinvigorita visione artistica: forse non potrà avere la carriera da popstar che le aveva promesso l’industria discografica, ma King Princess è pronta a riconquistarsi la scena indie. Ancora una volta, a modo suo.

Tracklist

  1. Girl Violence
  2. Jaime
  3. Origin
  4. I Feel Pretty
  5. Cry Cry Cry
  6. Get Your Heart Broken
  7. Girls
  8. Covers
  9. Say What You Will
  10. RIP KP
  11. Alone Again
  12. Slow Down and Shut Up
  13. Serena


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