Candra - Splendida in croce

2026 (Ada Music)
indie-rock, songwriter

Non riesco a sentirmi libero
Non sono mai stato unico
Partito per questo lungo viaggio
Sono nudo, sono stanco

C’è una luce inedita nelle nuove canzoni di Candra. Un bagliore quasi accecante che indica rinascita, voglia di vivere senza infingimenti, e soprattutto la necessità di guardare al passato per coglierne i segni migliori.
Il cantautore livornese torna dopo aver convinto più o meno tutti con “Bonola Boy”, album di debutto datato 2022 con il quale ha messo in fila diverse vie crucis emotive attraverso una manciata di canzoni a metà tra indie-rock e mero songwriter.
Per il suo secondo album, intitolato "Splendida in croce", Candra s’illumina di un ottimismo in parte ermetico e mascherato, e canta di piogge attese, disastri quotidiani ai quali sentirsi indifferenti e nostalgie che trascinano inesorabilmente via. Nuove narrazioni enfatizzate ad hoc da un’epica rock tanto insolita per i suoi standard quanto effettivamente avvolgente (“Torino”).

Candra ci regala, quindi, i suoi diari di bordo per abbracciare una nuova vita. Poi, a un certo punto, omaggia Daniel Johnston, in un’omonima ballata che sa anche di Death Cab For Cutie, al netto del ritornello con la melodia protesa verso un cielo da ritrovare.
E’ nell’alternanza di strofe più acustiche e improvvisi cambi di ritmo nei vari refrain del disco che Candra espone al meglio i suoi pulsanti umori (“Regalo cose”). Accade anche quando c'è da immaginare la propria dipartita, metaforizzata per l'occasione come un ultimo abbraccio shakespeariano con l’amata di sempre (“Le ossa di tutti”).  

Non volerò nel cielo
Mi mangeranno i corvi
Mi ci porteranno loro
Non piangerò di meno
Ti adagerò sul velo
Del mare silenzioso
Tra la torre e il faro
E un ‘ultima volta
Ti saluterò

Il mare, poi, è uno dei luoghi che Candra decanta maggiormente, soprattutto negli episodi più pop e potenzialmente radiofonici come “Luce”. Non mancano, inoltre, passaggi più "tenebrosi", come i quattro minuti e mezzo di “China”, ennesima canzone dedicata a un’amante eletta ad angelo maledetto e allo stesso tempo salvifico.

Con “Splendida in croce” Candra compie, dunque, un ulteriore passo in avanti, pur guardando costantemente indietro, nello specifico al proprio tempo sospeso tra ricordi impossibili da debellare e speranze non ancora perdute. L’intento è, evidentemente, quello di esorcizzare tutto per liberarsi dai malesseri. Ne emerge così una cartolina rincuorante, grazie a canzoni che non scivolano mai nell’autocompiacimento e che riescono a offrire un immaginario sorprendentemente roseo.

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