Il live fantasma

Quando Franco Battiato annullò un concerto per salvare la natura

Il dibattito sulla sostenibilità ambientale dei grandi eventi musicali è da tempo al centro dell'attenzione, con una serie di iniziative che tentano di coniugare il più possibile business ed ecologia. Ad esempio, i Coldplay con il tour Music of the Spheres, hanno ridotto del 47% le emissioni di CO₂ rispetto al precedente tour. Tutta l’energia dei loro spettacoli proviene da fonti rinnovabili – tra pannelli solari, piste da ballo cinetiche e biciclette elettriche – mentre l’86% dei braccialetti Led viene riutilizzato. La band di Chris Martin usa carburante sostenibile per i voli, materiali riciclati per il palco e devolve il 10% degli incassi a progetti ambientali. Anche altri artisti, come i Massive Attack, hanno sperimentato tournée a basse emissioni, aprendo la strada a una nuova idea di musica dal vivo rispettosa del pianeta. Lavorando a fianco di Extinction Rebellion, hanno pubblicato la Roadmap to Super Low Carbon Live Music uno strumento open per l’industria musicale, commissionato e prodotto dal Tyndall Centre for Climate Change Research. La roadmap, che ha individuato sei principali metodi di riduzione delle emissioni di CO2, è stata testata dalla band nel proprio tour dello scorso anno.
In Italia, invece, ha fatto discutere il “Jova Beach Party”. L’iniziativa di Jovanotti e Trident Music, che ambisce a coniugare musica e tutela dell’ambiente, ha infatti sollevato numerose critiche da parte di ambientalisti e cittadini preoccupati per l’impatto ecologico delle sue tappe sulle spiagge italiane.

Fu decisamente più radicale la soluzione scelta nel 1981 da Franco Battiato, che avrebbe dovuto esibirsi nei pressi di Villasimius, in un luogo allora incontaminato, nel sud della Sardegna. 
Filippo Destrieri, tastierista che è stato spesso al fianco del cantautore siciliano, ha raccontato l'episodio in un’intervista a Il Fatto Quotidiano, in occasione del quarantesimo anniversario di "La Voce del Padrone", il bestseller del musicista siciliano datato 1981. "Il successo arrivò a San Giovanni Valdarno: di colpo, dalle 4.000 persone che facevamo ogni sera, ne arrivarono 20.000! Franco Battiato era esploso, e le autostrade, ovunque andassimo a suonare, erano sempre intasate – ha raccontato Destrieri - Lui non poteva scendere neanche a prendere un caffè che veniva assediato da cinquecento persone: con quell’album siamo arrivati a suonare davanti a 50mila persone". Ma nella tappa in Sardegna, a Villasimius, successe un fatto eccezionale. Arrivato sul posto, Battiato scoprì che gli organizzatori stavano abbattendo un bosco secolare per allestire l’area del concerto. "Era l’ultima data di un minitour sardo, e mentre stavo arrivando sul posto con la band incrocio la macchina di Battiato: stava andando via e ci faceva segno di seguirlo - ha raccontato Destrieri - Più tardi, arrivati in aeroporto, ci spiegò che aveva annullato il concerto: l’organizzazione stava tirando giù un bosco secolare per far spazio alla gente. Aveva fermato le ruspe e, accollandosi la penale, rinunciato a quella data”. Un gesto silenzioso ma potente, che ancora oggi risuona come un esempio di coerenza tra arte, etica e rispetto per la natura.

10/10/2025