Les Rallizes DeNudes

Pił pesanti di una morte in famiglia

di Mattia Paneroni

"Les Rallizes DéNudés" è la storpiatura di "valise denudé" (="valigia vuota"), espressione in finto slang francese adottata dagli studenti membri di Gendai Gekijo (comune artistica di Kyoto attiva fin dai primi anni Sessanta, caratterizzata dall'obiettivo di rivoluzionare il teatro tradizionale giapponese negandone l'estetica esistente fino ad allora) volta a definire una persona vanesia e indegna di considerazione

Les Rallizes DéNudés (o "Hadaka No Rallizes", a seconda di come gli girasse) è il nome del collettivo nato durante la seconda metà degli anni Sessanta per volere di Mizutani Takashi (1948), controverso cantante/chitarrista inebriato tanto di noise/rock à-la Velvet Underground quanto di psichedelia dalla matrice freak-californiana. Gli studi di sociologia e letteratura francese presso la prestigiosa Università Doshishi di Kyoto accendono in lui un'insana passione per il Vecchio Continente e, in particolare, per la Francia: si forma sui saggi di Jean-Paul Sartre, Antonin Artaud e Jacques Derrida, fuma soltanto sigarette d'importazione francese e conduce una vita da vero e proprio esistenzialista bohemienne. Il suo gruppo affonda le radici nel sostrato culturale politicizzato della città (Mizutani è membro dell'Armata Rossa, una sorta di organizzazione sovversiva ammiccante all'estrema sinistra giapponese) costituendone una delle più interessanti manifestazioni artistiche.

Il look di Mizutani Takashi (perennemente vestito di nero, con occhiali scuri inforcati sull'algido viso la cui seriosità è stemperata da una frangetta nero-corvino lasciata cadere sulla fronte) influenzerà Keiji Haino, altra importante icona alternativa giapponese, e la sua musica sarà fonte d'ispirazione per lo stesso Haino e i suoi Fushitsusha (assieme ai quali ne riprenderà il criptico, disperato modo di cantare), High Rise, Acid Mothers Temple e una marea di altri nomi più o meno noti.

Il sound di Les Rallizes DéNudés, caratterizzato da cupe distorsioni chitarristiche supportate da giri di basso ipnotici e ricorrenti, è una torbida interpretazione del garage più claustrofobico e violento. La batteria è greve, portentosa e sembra scandire i sordi rintocchi di una campana a morto. Les Rallizes DéNudés sono mostruosi interpreti di una proposta terribilmente drammatica e passionale.

Grazie al legame con artisti orbitanti attorno a Gendai Genkijo, Les Rallizes DéNudés riescono ad esibirsi per la prima volta dal vivo nell'agosto del 1968. La loro performance è una sorta di versione primitiva dell'Exploding Plastic Inevitable di Warhol e viene recepita dal pubblico come un autentico assalto sensoriale: distorsioni strumentali diffuse a volumi folli, retroproiezioni lisergiche e giochi di luce pirotecnici rivoluzionano il modo di concepire i concerti dal vivo, quantomeno in un Giappone fino a quel momento abituato ad esibizioni compassate e sufficientemente lenitive da invogliare un pubblico poco audace a tornare ad assistervi.

Nel 1970, Mariyasu Wakabayashi (bassista del gruppo, anch'egli parte dell'Armata Rossa) viene coinvolto nel dirottamento di un aereo di linea diretto verso la Corea del Nord (il caso "Yodo-go"). La sua immediata cattura sembra decretare la fine di Les Rallizes DéNudés e Mizutani Takashi, braccato dai Servizi Segreti, è costretto a darsi alla macchia. Vivrà per mesi confinato fra le mura di un piccolo appartamento di Tokyo, uscendo soltanto per le basilari esigenze di sostentamento. Un periodo claustrofobico che inciderà prepotentemente sull'equilibrio mentale e sulla sensibilità di Mizutani, intensificando quell'ineguagliabile strato di paranoia che da sempre contraddistingue la sua proposta musicale.
L'eccentrico cantante/chitarrista riformerà in breve la sua creatura e assieme ad essa parteciperà, talvolta anche clandestinamente, ad una serie di concerti e a veri e propri avvenimenti collettivi che avrebbero caratterizzato i venti di rivolta giapponesi dei primi anni Settanta. Uno di questi è Oz Days Live, sorta di celebrazione-commiato dedicata all'omonimo locale di Tokyo, in quel momento in procinto di chiudere i battenti, volta a suggellare su vinile le performance dei nostri e di altre formazioni di culto (sempre in ambito underground) come i Taj Mahal Travellers.
Le esibizioni di Les Rallizes DéNudés appaiono incendiarie, travolgenti e, benché la varietà del repertorio sia decisamente limitata (i pezzi sono sempre gli stessi, reinterpretati in un milione di modi differenti), tutte assieme rappresentano una vetta musicale ineguagliabile per carica emotiva e fisica, prezioso legato di una carriera durata quasi trent'anni.
Pare si siano esibiti dal vivo per l'ultima volta nel 1996, ma già l'anno successivo Mizutani accompagnerà il saxofonista free Arthur Doyle nella sua tournée giapponese. Come chiosa Cope nel suo "Japrocksampler", è curioso constatare come questo gruppo non abbia mai incontrato l'apprezzamento del pubblico femminile...

La discografia della band è uno dei grandi misteri del rock: Les Rallizes DéNudés hanno registrato pochissimo materiale in studio e quasi tutto ciò che si riesce a reperire (con estrema difficoltà: le tirature dei loro dischi sono sempre state effettuate in scala paurosamente ridotta) appartiene a loro esibizioni dal vivo e non sempre la qualità è delle migliori. Pare tuttavia che interi lustri di oblio abbiano risvegliato l'incontenibile interesse degli estimatori del gruppo e, da qualche anno, alcune case discografiche minori (e nemmeno troppo ufficiali) si sono attivate per dissotterrare i tesori forgiati da Mizutani Takashi, Nakamura Takeshi, Wakabayashi Mariyasu, Kato Takashi, Tada Takashi, Makino Tadanaka, Nagata Mikio, Shada Shunishiro, Mimaki Tashirou, Narazaki Hiroshi, Takada Kiyahira, Noma Yukimichi, Yamaguchi Fujia, Takahashi Youkai, Ishii Katuhika, Kubota Makota, Oiwa Osamu, Fujii Akira, Takahashi Shime, Miura Maki e Kido Kouji (possiamo assicurare la completezza della lista).
Fra le tante etichette, Over Level, Ignuitas e Univive (quest'ultima pare sia stata fondata esclusivamente per pubblicare i lavori di Les Rallizes DéNudés; purtroppo le sue tirature superano di rado i trecento esemplari e sono vendute al prezzo dei diamanti) occupano un posto di rilievo nella storiografia del gruppo, sia per la qualità media del materiale proposto, sia per la confezione (sempre minimale, spartana ma terribilmente accattivante).

Di seguito, alcuni titoli, tra i più rappresentativi (in ordine alfabetico - sarebbe ozioso pretendere di redigere un elenco in ordine cronologico, dal momento che le date di pubblicazione dei dischi fornite dalle etichette non sono attendibili né è possibile avvertire particolari stravolgimenti stilistici della carriera del gruppo attraverso il susseguirsi cronologico delle sue "pubblicazioni").

Blind Baby Has Its Mother's Eyes (Japanese Rock, 2003) è un bootleg che immortala il gruppo impegnato in una tournée giapponese durante i primi anni Settanta. Le tracce si susseguono attaraverso cupi strati di rumore e pesanti distorsioni penalizzati, purtroppo, dall'infima qualità di registrazione. "The Last One" è un pezzo che viene tradizionalmente collocato in chiusura di concerto: qui vanta una delle migliori interpretazioni di sempre.

Double Heads Legendary Live: Yaneura Shibuya, Tokyo 1980-1981 (6xCD Univive, 2007) è un autentico gioiello d'inesauribile valore e siamo in zona capolavoro: è composto di sei cd (quattro intitolati "Double Heads", due "Black Rainbow") che testimoniano con fedeltà la forza espressiva che i nostri riuscirono a sfoderare dal vivo tra il 1980 e il 1981. Qualcuno ha paragonato l'impatto che questa serie di concerti ebbe sul pubblico a quello esercitato da Bob Dylan sull'audience di Manchester nel 1966. Non sono chiari i motivi di un simile accorstamento, ma possiamo garantire che "Double Heads" sia un'autentica meraviglia, nonché un ascolto fondamentale per comprendere il gruppo.

End Of Heavy Groove (2xCD Univive, 2006) è un doppio dal vivo che presenta le performance di Mizutani e dei suoi accoliti durante una tournée del 1976. Riverberi e dilatazioni sono qui spinte al parossismo, definendo con fedeltà il profilo psichedelico-rumoroso del gruppo. Anche in questo caso, la registrazione non smentisce lo standard qualitativo di Univive.

Heavier Than A Death In The Family (Live '73-'77) (Ain't Group Sounds, 2002) è un altro bootleg, questa volta orientato sugli exploit del gruppo tra il '73 ed il '77. Qualità d'incisione pessima, sarebbe comunque da reperire foss'anche soltanto per il titolo: uno spaccato di cattivo gusto che nemmeno i Monty Python. Forse.

Le 12 Mars 1977 A' Tachikawa (2xCD Over Level, 2003) è la ristampa non ufficiale (pubblicata con titolo alternativo) del "Live '77", da molti considerato il capolavoro del gruppo (non da chi scrive). La qualità delle registrazioni è appena decente, ma il materiale proposto è sicuramente notevole secondo i parametri cui ci ha abituati Mizutani. A nostro giudizio, tuttavia, nulla sembrerebbe eccellere rispetto ad altre pubblicazioni.

Live 1972 (Over Level, 2007): il titolo è eloquente; purtroppo la qualità della registrazione non è all'altezza di ciò che i fortunati astanti ebbero la possibilità di udire durante quelle serate e, addirittura, fa scemare il desiderio d'ascolto. Dal momento che questa serie di concerti non presenta alcunché di nuovo dal punto di vista interpretativo e strumentale del gruppo, consigliamo vivamente a chi fosse interessato di orientare la propria scelta altrove.

Mars Studio 1980 (4xCD Univive, 2006) è la prima pubblicazione della benemerita Univive, misteriosa etichetta (giapponese?) di cui non si sa nulla. Nulla. Ogni sforzo diretto a reperire in rete anche il più misero straccio d'informazione è vano; inoltre, le sue uscite discografiche lesinano dettagli - quando non ne sono totalmente prive. Soltanto Mars Studio 1980 contiene un booklet (fotografico) del gruppo e Naked Diza Star è provvisto di una specie di catalogo dell'etichetta che è tutto fuorché esaustivo. Per quanto riguarda il cofanetto de quo, nonostante qualche interruzione che impedisce l'ascolto completo di qualche traccia del primo disco e i soliti, immancabili fruscii di fondo, siamo di fronte a qualcosa di mai udito in precedenza: Les Rallizes DéNudés alle prese con uno studio di registrazione. Scordiamoci delle solite, grevi sferragliate di chitarra e della martellante sezione ritmica: qui il garage è sublimato a melodramma intimista, e ciò che ne risulta è qualcosa di simile alla perfezione - sempre che tale termine sia appropriato per definire la musica di un gruppo che è tutto tranne che perfetto.
Proseguendo noi con l'ascolto, però, dobbiamo fare tabula rasa di quanto appena letto: "Guitar Jam", il pezzo che apre il terzo disco, offre all'ascoltatore la possibilità di rapportarsi alla più epica schitarrata della storia, con oltre ventiquattro minuti di riff che staccherebbero il cranio persino dal busto di un cerbero, pesanti da star male. Chitarre "disturbate" ('stavolta per davvero...), amplificatori al limite del blackout, valvole impazzite, armonica a bocca portata allo strenuo, batteria da assalto alle coronarie: "Guitar Jam" esplode con efferatezza in un tripudio di rumore e violenza. Seguono due tracce (i titoli sono incomprensibili) che richiamano i Pil di "Poptones" e i Velvet post-Cale di "Ocean": inutile pretendere di descrivere la goduria che attende l'ascoltatore con 'sto bendidio...
Il cofanetto è composto da tre cd registrati in studio nel 1980, per l'appunto, con l'aggiunta di un quarto intitolato "Double Heads September" che fa il paio con il box di cui sopra, anticipandone le meraviglie.
Mars Studio 1980 è un (capo)lavoro contraddistinto da toni drammatici che rasentano l'insostenibile.

Naked Diza Star (3xCD Univive, 2006) è una raccolta assemblata egregiamente, molto più varia di qualsiasi altra in circolazione; assieme alle solite incursioni infernali à-la "Sister Ray", ripropone alcune tracce quasi acustiche e altre caratterizzate da astruse costruzioni melodiche. Un ottimo compendio per neofiti del gruppo che possono così farsi un'idea delle sue varie incarnazioni (il periodo coperto dalla compilation dovrebbe collocarsi tra il '72 e il '77. Anche qui, però, nulla è certo...).

One More Night Tripper (4xCD-R Univive, 2006) è un altro bootleg composto di quattro dischi che, nonostante l'instancabile, onnipresente fruscio di fondo, propongono il suono del gruppo in una versione pressochè decente (evviva!). Questo cofanetto si distingue dagli altri della Univive perchè ritrae Les Rallizes DéNudés in una fase decisamente più sperimentale del solito; sembrerebbe infatti che i nostri abbiano aggiunto nuovi, indecifrabili strumenti (o, meglio, "generatori di suono") alla canonica strumentazione adoperata a cominciare dalla fine degli anni Sessanta. Tutto ciò contribuisce ad evidenziare l'aspetto psichedelico del gruppo, senza considerare che i pezzi proposti sono oggettivamente i migliori tra quelli concepiti ed eseguiti dalla premiata ditta Mizutani & Co.
Non si capisce se il primo brano del terzo compact disc sia disturbato da alcune interferenze o se queste siano effettivamente volute: ciò la dice lunga sull'appeal del combo... "One More Night Tripper" è il frutto di un sapiente taglia-e-cuci che i ragazzi (o chimere?) della Univive hanno effettuato sui nastri delle performance live del gruppo durante i primi anni Ottanta (e in precedenza raccolte da qualcuno in due caoticissimi - e zozzi - cofanetti di dieci cd ciascuno, reperibili normalmente su eBay per svariate centinaia di euro. Per ulteriori dettagli, vi rimandiamo alla discografia a fianco).

Oz Days Live (2xCD Not On Label, 1973/rist. 2007) è, come già accennato, la cronaca di una serie di concerti commemorativi tenutisi nel '73 per celebrare la chiusura del celebre locale "Oz" di Tokyo.
Il primo disco presenta le performance di Miyako Ochi, degli Acid Seven e di Minami Masato: nulla di sensazionale, sempre che qualcuno consideri tale la rilettura fuori tempo massimo - spesso in chiave "nippon-izzata" - di classici del rhythm'n'blues statunitense degli anni Cinquanta ("Twist And Shout" über alles!).
Per il secondo cd, invece, il discorso si fa interessante: la prima traccia, della durata di 22'35'', è opera dei Taj Mahal Travelers ed è pura trance, L'incisione (specie nella recente ristampa in cd) è pulita e non si smarrisce nemmeno un decibel dell'afflato creativo del gruppo. Seguono i nostri con quattro tracce (senza titolo) di media lunghezza (tranne la prima, di un minuto e mezzo), in cui le solite distorsioni a cui siamo ormai abituati vengono raffinate se non proprio deposte, in favore di esecuzioni limpide e quasi acustiche. Sicuramente un episodio interessante  e anomalo nella carriera di Mizutani.

Wild Trips (5xCD Univive, 2006), con i suoi cinque dischi, è da considerarsi un assoluto "must" per ogni estimatore del gruppo. La tournée in oggetto risale al 1976 e la proposta contenuta in questa specie di Sacro Graal della musica sperimentale è semplicemente shockante. Un lascito strepitoso che testimonia la creatività di Mizutani Takashi. I pezzi che si susseguono sembrerebbero sempre gli stessi di sempre e a volte lo stesso titolo viene interpretato più volte (benché stravolto e reso irriconoscibile). Eppure non rimpiangerete il tempo dedicato all'ascolto di una simile opera.

Yodo-Go-A-Go-Go (Flightless Bird Needs Water Wings) (10th Avenue Freeze Out, 2006) è un'eccellente raccolta di materiale in studio e dal vivo, che presenta uno spaccato tutto sommato completo sull'apparentemente limitata varietà espressiva del gruppo (qui chiamato "Hadaka No Rallizes").
In realtà, le sfaccettature del loro sound sono infinite e questo disco potrebbe essere ascoltato centinaia di volte senza che possa esaurire un grammo del proprio fascino.

Qualche consiglio utile: alcuni bootleg del gruppo (come quelli della Univive) possono essere acquistati presso Fusetron Sound e P.S.F. Records.
Non esistono pagine web ufficiali di Les Rallizes DéNudés, ma soltanto qualche sito amatoriale come YK Rim o, addirittura, il Myspace di un loro fan. Alcuni lavori del gruppo possono essere scaricati gratuitamente da questo blog.
Julian Cope parla di Les Rallizes DéNudés nel suo sito ufficiale "Head Heritage", dal quale è possibile scaricare anche qualche video, e nel suo nuovo libro intitolato "Japrocksampler" dedica loro un intero capitolo.
Sul sito "Noise" è possibile leggere un'interessante biografia del gruppo e si accenna a una sorta di discografia ufficiale; su "Five Space", invece, è possibile leggere un'accorata agiografia, con tanto di parallelismi con altre formazioni.

Les Rallizes DeNudes

Pił pesanti di una morte in famiglia

di Mattia Paneroni

"Les Rallizes DéNudés" è la storpiatura di "valise denudé" (="valigia vuota"), espressione in finto slang francese adottata dagli studenti membri di Gendai Gekijo (comune artistica di Kyoto attiva fin dai primi anni Sessanta, caratterizzata dall'obiettivo di rivoluzionare il teatro tradizionale giapponese negandone l'estetica esistente ..
Les Rallizes DeNudes
Discografia

Discografia del gruppo (in ordine alfabetico e in compact disc, eccetto ove specificato diversamente)
'67-'69 Studio Et Live (Sixe, 1991)

8

'77 Live (2xCD Sixe, 1991)

6,5

An Anthology Of Noise And Electronic Music/Fourth A-Chronology 1937-2005 (2xCD Sub Rosa, 2006) - Les Rallizes DéNudés presenti qui con "Fucked Up And Naked"

8

Are You Rallizesed? (2xCD Ignuitas, 1974/rist. 2005)

6,5

Blind Baby Has Its Mother's Eyes (Japanese Rock, 2003)

7

Cable Hogue Soundtrack (2xCD Univive, 2006)
Cradle Saloon '78 (4xCD-R Univive, 2006)
December's Black Children (2xCD Not On Label, ?)
Deeper Than Night (LP Not On Label, ?)
Double Heads Legendary Live: Yaneura Shibuya, Tokyo 1980-1981 (6xCd Univive, 2007) - il sesto cd è intitolato "Black Rainbow"

9

Down & Out In Tokyo (CD-R Not On Label, 2002)
Electric Pure Land Stars (CD+DVD Dead Flower, 2005) - Les Rallizes DéNudés qui presenti con "夕焼け祭り3 Live"
Encyclopedia Of Rallizes, Vol. 1 (10xCD Not On Label, ?)
Encyclopedia Of Rallizes, Vol. 2 (10xCD Not On Label, ?)
End Of Heavy Groove (2xCD Univive, 2006)

7

Enter The Mirror (LP Not On Label, ?)
Eve Night 1983 (Ignuitas, 1983)
Field Of Artificial Flower (Not On Label, 2001) - ristampa con titolo alternativo di "Live 1973"
France Demo Tape (Not On Label, ?)
Fucked Up & Naked/'77 Live (LP Not On Label, 2002)
Fucked Up & Naked/Vol. 2 (LP Not On Label, 2003)
Great White Wonder (4xCD-R Univive, 2006)
Hana Matsuri - Le Festival De Fleur Complet (Ignuitas, 1975)
Heavier Than A Death In The Family (Live '73-'77) (Ain't Group Sounds, 2002)

7

High Or Die (LP Not On Label, 2005)
In: Etcetera, Volume 2 (7'' Not On Label, 1996)
Lay Down '76 (4xCD-R Univive, 2005)

Lay Down '76 Again (CD-R Univive, 2006)
Le 12 Mars 1977 A' Tachikawa (2xCD Over Level, 2003)

6,5

Live 1972 (Over Level, 2007)

4

Live 1973 (Not On Label, 1973)
Live @ Kinjou Gakuen University: October 30, 1976 (Ignuitas, 2006)
Live May 25 1975 Yaneura (Ignuitas, 1975)
Mars Studio 1980 (4xCD Univive, 2004) - il quarto cd è intitolato "Double Heads September"

8,5

Mizutani - Les Rallizes DéNudés (Sixe, 1991)
Mizutani 2 With Association Love Songs (1973-1976) (3xCD Univive, 2006)

Naked Diza Star (3xCD Univive, 2006)

7,5

Neu Products Era (4xCD Univive, 2006)

One More Night Tripper (4xCD-R Univive, 2006)

9

Oz Days Live (2xCD Not On Label, 1973/rist. 2007)

6

Rallizes House Session At Fussa (2xCD Dead Flower)
Smokin' Cigarette Blues 69 (Not On Label, 2002) - pubblicato anche come parte di "'67-'69 Studio Rt Live"
Trip Festival 1971 (Not On Label, 1971) - registrazione di un concerto a cui parteciparono anche Acid Seven e Lost Aaraaf
Twin Silver (2xCD Ignuitas, 2006)
Wild Party 1975 (Not On Label, 1975)
Wild Trips (5xCD Univive, 2006)

8

Yodo-Go-A-Go-Go (Flightless Bird Needs Water Wings) (10th Avenue Freeze Out, 2006)

7

pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Les Rallizes DeNudes su OndaRock
Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.