15/11/2003

Yuppie Flu

Velvet, Rimini


di Matteo Lavagna
Yuppie Flu

Continua il lunghissimo tour di promozione dell’ottimo "Days Before The Day", album che ha portato gli Yuppie Flu a riscuotere un considerevole successo nei circuiti musicali alternativi (e non solo).
Ad aprire il loro concerto The Cosmetics, un gruppo che, purtroppo, non propone quasi nulla di interessante: il loro rock-noise melodico deve praticamente tutto ai Verdena (e, sia chiaro, non mi sembra un punto a loro favore), ripresi in maniera pedestre sia nelle linee vocali, sia nelle soluzioni strumentali.
E veniamo al live degli Yuppie Flu: si incomincia con "Ambassador", ripresa da "At the zoo", e subito le orecchie inviano l’allarme; l’acustica del Velvet è invero scandalosa. Avevo sentito parecchie testimonianze a riguardo e mi dispiace molto constatare che si è a livelli di terrorismo sonico.

L’inconveniente non ha comunque macchiato l’esibizione dei marchigiani Yuppie Flu, il cui live è oramai rodato e messo a punto alla perfezione: le canzoni di "Days before the day" scorrono che è un piacere e "Food for the ants", "Silverdeer" e "Female scientists" sono piccoli gioielli indie pop, in cui le numerose influenze del gruppo confluiscono, arrivando a creare una miscela piuttosto variegata di suoni.
Non mancano, infatti, momenti in cui le distorsioni giocano un ruolo predominante, come la già citata "Food for the ants", "Eyes of dazzling bright"(molto vicina ai Notwist di "Neon Golden"), "Order the player off the field" (da "The boat Ep") e la finale "Sport yer feelings", eseguita in una versione decisamente più movimentata di quella finita su "At the zoo".
Il punto più alto è stato raggiunto con "Drained By Diamonds", una canzone davvero notevole, anch’essa rinforzata rispetto alla versione originale, grazie a un finale dilatato e fragoroso.

L’impressione è che, tuttavia, i cinque siano un po’ provati: ho avuto il piacere di vederli dal vivo parecchie volte e questa sera mi sono sembrati leggermente sottotono; forse anche il contesto, un locale non troppo gremito, ha giocato il suo importante ruolo, chi lo sa.
Detto questo non resta che riconoscere a questa band le sue (indubbie) qualità, compositive ed esecutive, e aspettare buone nuove dal punto di vista discografico.

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