19/02/2011

Demdike Stare

Xoyo, Londra


di Alberto Asquini
Demdike Stare

Una delle più gradite sorprese della passata stagione sono stati sicuramente i Demdike Stare, duo che è salito alle ribalte della cronaca per tre lavori, pubblicati lo scorso anno, e raggruppati nella raccolta uscita a gennaio, "Tryptich".

 

A Londra, allo Xoyo, va di scena una serata coi controfiocchi, tra dub potenti, techno velata e astrazioni sonore. Ad aprire la serata provvedono i Casper C, tra i nomi emergenti più in vista dell'underground londinese.

Il loro set, sempre a fuoco, appare come una miscela perfetta di certi umori Underworld e nebbie dell'ultimo Tim Hecker. Droni che si fondono al beat in un moto però distante dagli ultimi Fuck Buttons, più etereo e fluttuante.

 

L'ora tarda cui John Roberts inizia a suonare è perfetta per un set che fonde dancefloor e rilassatezza. Il suo terzo lavoro, pubblicato nel 2010, lo segnala come una delle punte di diamante della scena techno-ambient mondiale, come dimostra l'ora e mezza del concerto. Trame ambientali sotterranee ricamate e puntellate da beat in 4/4, ora quieti ora dirompenti. Il tutto giocato su rimbalzi e stasi.

 

Le vere star della serata sono però i Demdike Stare. Nella loro ora di divagazioni, li scopriamo sotto una luce diversa. Beat praticamente azzerati, solamente flussi di suoni astratti e ondeggianti, ricamati da glitch mai invadenti.

Il suono si espande e vibra, senza mai però riuscire davvero a coinvolgere. La proposta, che forse si adatta maggiormente alla resa in studio, appare infatti un po' povera in sede live. I guizzi e i colpi di classe certamente non mancano, però a dominare è una sensazione di irrisolutezza. A mancare è la grinta di un suono ben definibile (dark-drone-dub?) che non riesce quasi mai a incidere, a squarciare il velo che separa il semplice esercizio di stile da una proposta compiuta. 

I droni si frappongono balbettanti e, alla lunga, annoiano anche il pubblico arrivato in massa e che ben presto dall'inizio del live si dedicherà alle chiacchiere e a ordinare birra al bancone del locale.

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