07/01/2012

Destination Morgue V

Closer Club, Roma


di Michele Guerrini
Destination Morgue V

Il nuovo anno si è aperto con la quinta edizione di uno degli appuntamenti più importanti per la musica industriale italiana.  Con una scaletta che raccoglie al tempo stesso il lato storico (Sigillum S), controverso ed esoterico (Teatro Satanico), dal fascino cinematografico (Macelleria Mobile di Mezzanotte) e radicale (No Lights for Tomorrow), l'audience che ha raggiunto il locale romano del Closer aveva un valido motivo per essere entusiasta e interessata.
Caratterizzato da una trasversalità rara e sorprendente, il pubblico ha visto l'incontro di diverse generazioni di appassionati, accorsi anche per la presentazione del libro "Rumori Sacri" (edito da Kali Yuga) che raccoglie le vicende di quattro band fondamentali della scena industrial-noise: Atrax Morgue, Rosemary's Baby, Ain Soph e Sigillum S.

Il locale scelto per l'evento ha un fascino naturalmente claustrofobico, un enorme cubo sotterraneo poco illuminato che ha esaltato l'ossessività e la malattia dei suoni. La scaletta e lo scambio dei gruppi sono stati ininterrotti, veloci e senza intoppi, in maniera tale che il flusso mentale rimanesse quantomeno omogeneo.
Dopo l'omaggio al death industrial più crudo e scarno di No Lights for Tomorrow, i MMM (Macelleria Mobile di Mezzanotte) accendono i neon con il loro noir fumoso e swingato, con le loro maschere fetish e dagli abiti anni 50, in un cut-up tra Fellini e Clive Barker. Uno spettacolo molto teatrale, in cui il frontman Adriano Vincenti rielabora continuamente il suo personaggio passando dalle vesti di crooner a quello di maniaco sadico.

Altro tipo di comunicazione e simbologia è usata dal Teatro Satanico, ricca di rimandi a studi alchemici, al paganesimo, all'esoterismo dalle tinte crowleyane. Una fusione concreta e morbida tra ritmiche elettroniche dure, complesse e testi criptici e disturbanti, che è esplosa nella tensione di "Confesso Tutto!", "Mann Frau Gott" e "Disco Cianciulli".

Ultimo act della serata, i Sigillum S, hanno mostrato le possibilità e la nuova faccia del concetto di post-industriale, dando origine a mantra e composizioni su più livelli, totalizzando l'ambiente circostante. La capacità neuronale era completamente assimilata dalla decostruzione e ricomposizione del rumore.
Nessuno spazio era vuoto.

Destination Morgue si è mostrato come un'idea con una propria storia e identità, come ci spiega anche Alessandro Marchettini (organizzatore e unico membro dei No Lights For Tomorrow): "La prima edizione del Destination Morgue risale al 2004, e fu svolto al vecchio Init.All'epoca, era stata da pochi anni aperta la mia etichetta discografica assieme ad Adriano Vincenti (Macelleria Mobile Di Mezzanotte)[..]. Successivamente, in modo non continuo, ma con scadenza quasi annuale, furono progettate altre edizioni, ampliando la rosa delle band chiamate ad esibirsi, ad altre formazioni non propriamente legate alla mia label, ma che comunque avessero a che fare con il mio modo di concepire la musica industriale. Non posso quindi dimenticare di elencare i Sektion B, Istitution D.O.L, il Maestro Raffaele Cerroni (aka Mushroom's Patience & Dither Craf) ed N. (progetto di Davide Tozzoli, amico intimo del compianto Marco Corbelli - Atrax Morgue)".

Un progetto che ha preso piede da un'idea musicale forte e precisa.
"In modo particolare sia io che Adriano abbiamo sempre avuto un'attrazione particolare per il death industrial, su cui gli italiani a mio parere, debbano essere considerati maestri assoluti nel panorama mondiale [..]. Ho la presunzione di ritenere la Butcher's House Prod. come degna rappresentante del messaggio originale che altri attivisti prima di me hanno tentato di trasmettere: una ricerca continua nella sperimentazione senza fermarsi ai soliti preconcetti qualunquisti inerenti a morali, esternazioni politche, sociali e imposizioni di nessun genere. Tutto è permesso, tutto è lecito".

Abbiamo trovato il tempo anche di scambiare due parole con le band coinvolte.
Adriano Vincenti ci parla di come è nato il progetto Macelleria Mobile di Mezzanotte.
"Il progetto MMM nasce nel 2001, semplicemente come via di espressione "musicale" ed espressione generale dei miei interessi. All'epoca ascoltavo molta musica industrial/power electronics e decisi di iniziare a comporre dei brani che esprimessero i miei eterogenei interessi, in particolar modo letterari. Questo primo periodo iniziato con la fondazione dell'etichetta Butcher's House  e si conclude più o meno con il primo CD su Old Europa Cafè. Nel tempo i miei interessi sono decisamente cambiati, orientandosi musicalmente verso sonorità easy listening, lounge. "Black rubber exotica" è l'approdo di questo sentire, seguito da La Dolce vita, un album nato dopo alcuni anni di pausa. Con "L'ultimo vero bacio" del 2007 ho segnato uno spartiacque tra quello che prima era MMM e quello che deve essere e sarà".

C'è una ricerca ed una parodia teatrale al tempo stesso nella musica dei MMM, nel loro fondere noir-hardboiled e cronaca nera.
"L'aspetto criminale del progetto si lega a un immaginario forte, che io cerco sempre di costruire attraverso il suono e l'estetica.  Cerco nella musica e nei vari aspetti della vita un gusto decisamente retrò. Per cui se il crimine è evocato, lo è sempre nell'aspetto estetico, mai reale. Ci rifacciamo all'Hard Boiled e alla letteratura Noir in special modo Americana degli Quaranta e  Cinquanta. Insieme al Crimine, quello che ci interessa che emerga è l'amore, visto nel suo aspetto totalizzante e maledetto; il sentimento della sconfitta che proprio pellicole romanzi del periodo hanno saputo esprimere. Questo immaginario si condensa nelle immagini che utilizziamo: Femme fatale in satin e Nylon nero perse nella nebbia; ombre agli angoli delle strade; Borsalini, brillantina e Revolver. Solo il jazz e lo swing a mio avviso riescono a esprimere questo....io aggiungo a questa visione disperata il rumore.Immagina una foto in bianco e nero di due amanti abbracciati, è vecchia e l'hai trovata davanti a un vecchio club dietro Via Veneto. La foto è sporca di sangue e tu pensi a noi".

Una foto che ora sta per essere sviluppata di nuovo, con nuove sfumature.
"Il nuovo disco uscirà a marzo per Old Europa Cafe, l'etichetta che ha fatto nascere MMM e a cui mi rivolgo sempre ogni volta che ritorno dalle nebbie (ha pazienza Rodolfo Protti). Sarà il disco della svolta, un suono caldo e intenso, molto poco rumoroso e molto suonato.
Per la prima volta userò una voce pulita e inoltre ho impiegato una batteria acustica suonata da Fabiano Getuli e anche delle chitarre elettriche suonate da Simone Porto (Profile), oltre che dei fiati. Ho collaborato inoltre con Satanismo Calibro 9, Division S, Selaxon Lutberg, Newclear Wave, persone che stimo molte alcune delle quali miei grandi amici. Risulterà forse un album più morbido dei precedenti. Un disco dal sapore amaro, che evoca fumosi Night club perduti nel tempo,  tra Los Angeles, Napoli e Marsiglia. Solo per uomini  con Brillantina e completi neri, e Donne dai lunghi guanti neri.  Dedicato a tutto quello che abbiamo perso, a tutto quello che perderemo ancora".

Infine, anche Devis e Kalamun del Teatro Satanico ci hanno lasciato risposte e parole interessanti, complesse, degne di un progetto che dal 1993 è cresciuto nella sua profondità artistica.
Parliamo di parole tanto per iniziare, della parola teatro e magia. 
Due elementi fondanti del vostro progetto e che avvolgono sia il
vostro  lato sia concettuale che compositivo. Da cosa sono partite
queste parole e come si sono evolute fino ad oggi per voi?



"Secondo alcuni antropologi, come ad esempio Turner, autore di "Dal
Rito al Teatro", il teatro affonda le sue radici in pratiche
sciamaniche che col tempo sono andate dimenticate. Così come per molti
filologi danno per scontata la nota ipotesi nietzscheana per cui il
 teatro deriverebbe da antichi culti dionisiaci. [..]
Crowley, decisamente il mago più
noto del 20° secolo, ma anche poeta e scrittore, scriveva la parola
magia con una K finale, "Magick", per non rischiare che il termine
 fosse inteso come spettacolo di prestidigitazione. [..] 

Questa è una serie di rapide suggestioni per farti osservare come 
teatro e magia siano elementi che si colgono e si coinvolgono nel
 caotico marasma della prassi, al di fuori di ogni preteso schema 
evolutivo. Ma anche al di fuori di ogni preconcetto. 

[..] Per
magia non intendiamo quel bric-a-brac fatto di candelabri, cappucci,
incensi, pentagrammi etc etc. Non ci interessano superstizioni o 
stupidi stereotipi. A noi interessano le idee e la prassi ci cui
 queste idee sono il frutto
".
Il Teatro Satanico è anche un'opera di manipolazione del 
linguaggio... come nascono dischi così differenti come "Pan ist tod", 
Kali Yuga"  rispetto al vostro esordio del 1993? Da quali elementi
letterari, musicali e non li hanno s\composti?



"

E' il linguaggio stesso che ci manipola. O meglio, basterebbe 
assimilare alla meno peggio qualche nozione spicciola di filosofia
 analitica per comprendere come nel linguaggio risiedano quei
 meccanismi tali per cui noi esseri umani percepiamo il medesimo ed 
identico mondo come una svariata e poliedrica caleidoscopic a
confusione. [..].
Le nostre produzioni hanno avuto sempre avuto una 
tendenza, più o meno marcata, al concettuale. Se anni fa questa
 caratteristica a volte non è stata colta, ecco che probabilmente è
innegabile nelle nostre proposte più recenti, quali "Pan è Morte" e
"Kali Yuga a go-go" da te citati. Ma il punto è che noi non è che 
siamo diventati più concettuali col passare del tempo. [..] Il Teatro Satanico è sempre stato attento a
proporsi con proposte che facciano appello più al cervello che alla
 pancia dei suoi ascoltatori. Anche un pezzo come "Confesso tutto!",
del 1993, cela molti più rimandi a temi molto  seri quali la 
depersonalizzazione e l'alienazione dell'individuo nella società
contemporanea. Quello che sembra un divertito aneddoto di cronaca nera
è un espediente per parlare di temi ben più gravi.[..].



"

Dopo il 7"  "Gold in Blei " quale è il prossimo sentiero che volete 
seguire? Le idee che volete approfondire?



"Gold in Blei" è un concept che acquista più senso se lo si inquadra 
nella cultura e nella storia tedesca recente. Non a caso è stato
entusiasticamente pubblicato dalla label tedesca Treu um Treu. Al di
fuori di quel contesto i due pezzi che lo compongono possono risultare
un po' esotici. Ma finora sono risultati ugualmente godibili anche per 
altre tipologie di pubblico. Almeno così come abbiamo avuto occasione
di constatare anche per la data di Roma...

Per i programmi futuri, che dire? [..] Non abbiamo un
contratto con nessuna label o nessun management, il che ci potrebbe
garantire una progettualità a più ampio respiro. [..]

Probabilmente siamo la formazione post-industrial più sotto-valutata
in tutto il panorama italiano!

 Ma continueremo comunque a tirare avanti dritto per la nostra strada.
Questo almeno finché avremo desiderio sufficiente di produrre qualcosa 
di interessante, così come, da parte altrui, ci sarà desiderio e
volontà di ascoltarci".

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