Viene da Firenze questo interessante e giovane quartetto in giro dal 2006. Si chiamano Vickers e hanno la testa persa tra le pieghe di qualche fantasticheria anni 60 e i piedi ben saldi nella produzione indie-rock (soprattutto inglese) degli ultimi anni. In un momento in cui quasi tutti i gruppi nuovi di vaga ascendenza anglosassone si dilettano con schitarrate assordanti e casse drittissime, occultando le poche idee nel frastuono ritmico di un marasma intossicante, sorprende che questi Vickers prediligano partiture garbate e melodismi tenui, giocati su intrecci di chitarra ben congegnati e piacevoli trame corali, che a tratti ricordano la leggerezza svagata e al tempo stesso pensosa di gruppi come Coral, Turin Brakes e Thrills. Piace soprattutto il passo indolente e malinconico di “Silence” e la compostezza melodica della nitidissima “These Days”. Più movimentate “Everything Is Turning Around” e “See My Freedom”.
Quattro canzoni sono poche per capire se l’aeroplano ritratto sulla copertina del loro demo possa prendere quota, ma la stoffa per continuare a migliorarsi e a scrivere ottime canzoni (magari provando a sperimentare con la lingua italiana) con tutta evidenza non manca.
01/02/2008
L’album d’esordio della band fiorentina, conseguente a una nutrita serie di live
Il secondo album della formazione britpop fiorentina
La sterzata psych-rock del quartetto fiorentino
Indie-pop e fascinazioni internazionali nel secondo album solista dell'ex-cantante dei Vickers
L’intimità del suono acustico per un quasi esordio d’autore
Un equilibrio raffinato tra canzone, ambient e orchestrazioni nel nuovo convincente lavoro dell'artista californiana.
Il mare quale punto di incontro per due virtuose sperimentatrici elettroacustiche
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese