E42

Libera

2004 (Subhuman Records/Cantoberon Multimedis) | post-rock

Gli Elettrojoyce sono stati una delle realtà più importanti del panorama rock romano e nazionale emerse lo scorso decennio. Due soli album, il secondo, omonimo, per la major Sony, ma significativi per chi ha conosciuto e apprezzato la loro proposta, semplice ma allo stesso tempo personale, di un rock melodico ma spesso grintoso e inquieto, anche grazie alla caratteristica voce del cantante Filippo Gatti. Curioso che sia quest'ultimo che i resti della band siano usciti proprio in questo 2004 con una nuova, inedita, uscita discografica. Ciò che rimaneva degli Elettrojoyce, privi del loro carismatico bassista e cantante, ha optato per il nome E42, e ha rimpiazzato Gatti al basso con Gianluca Del Torto. Alla voce passa allora il tastierista e chitarrista Andrea Salvati, autore anche dei testi, completano la formazione Stefano Romiti alla chitarra e Fabrizio D'Armini alla batteria.

Diciamo subito che chi era rimasto orfano dello stile Elettrojoyce non rimarrà spiazzato da questo disco. Gli E42 suonano un rock che guarda con attenzione alla melodia, con la voce sempre in primo piano, che attraversa lo stile anglosassone del decennio scorso, venato però di cupezze e nevrosi che guardano alla wave anni 80 (in territorio italiano Diaframma, e un pizzico di Denovo), così come a certo cantautorato (Fossati è il nome che spesso viene loro accostato). I primi due brani del disco, infatti, non sorprendono, compreso il singolo "La Notte Di San Lorenzo", e possiedono un piglio deciso oltre a un umore un po' ombroso.

Ma è dal terzo brano, la title track , che i nostri dimostrano di possedere la capacità di colpire l'ascoltatore con delle vecchie ma efficaci armi: un testo semplice ma diretto, e un tono malinconico che viene accentuato dalle chitarre limpide che spesso intrecciano sapientemente la melodia con il pianoforte; una dote che prosegue con la successiva "Ex Flowback", un brano dove un testo un po' sibillino confonde l'oggetto della riflessione tra il privato e il mondo esterno. La quinta traccia, "Un Passo Dopo L'Altro", è un'altra bella prova, un pezzo più potente dei precedenti, e più amaro e cattivo nel testo.

L'album prosegue con pezzi più tipicamente cantautorali come "Orbita", scritta dal solo Salvati, che vede anche il misurato uso di elettronica per gli effetti e la ritmica, e altri che mantengono il suono generale dell'album. Fortunatamente, proprio quando viene il sospetto che il disco possa finire per ripetersi e annoiare, gli E42 colpiscono ancora il segno almeno con almeno due brani notevoli, l'amara e astiosa "A Futura Memoria", dove si mette in luce ancora una volta anche la bravura e il senso dell'equilibrio della sezione ritmica, e la liquida progressione, dolcemente psichedelica, di "Adora".

In definitiva, con questa uscita la musica rock italiana riscopre degli autori bravi, consapevoli delle proprie possibilità e di ciò che gli riesce meglio, ovvero scrivere belle canzoni.

(12/12/2006)

  • Tracklist
  1. Atomo
  2. La notte di San Lorenzo
  3. Libera
  4. Ex flowback
  5. Un passo dopo l'altro
  6. Orbita
  7. Exhibition n.1
  8. Un'altra vita
  9. A futura memoria
  10. Adora
  11. Stato di necessità
  12. L'ultimo amore
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