OndaRock



  1. Dangerousness
  2. Rockness Monster
  3. Spooning With Disaster
  4. Digging A Hole
  5. Rickshaw
  6. Tina, Bring Me The Axe!
  7. Tower Of The Elephant
  8. Breaking Rocks
  9. Sci Fi Monster Violence
  10. Precious Moments
  11. Maximiliam Jungle Warrior
  12. Ground Control To Major Bummer



AKIMBO

Forging Steel And Laying Stone
(Alternative Tentacles) 2006
emo-core
C'è sempre qualche buon motivo per ascoltare musica come quella degli Akimbo: la voglia di liberarsi di un peso, la voglia di spaccare tutto, la voglia di dimenarsi come un pazzo, in preda a convulsioni. Il punk ha fatto tanta di quella strada, ormai… Eppure, non ne vuole sapere di abbassare la guardia. Troppa rabbia in giro, troppa barbarie. Un disco come "Forging Steel And Laying Stone" è proprio quello che servirebbe nei momenti di cupo abbandono. Un calcio nelle palle, e via!

Se i conti tornano, questo è il quarto disco della band di Seattle e, da come spacca, credo si possa senz'altro indicare come una delle loro opere più violente e ispirate. D'altra parte, non vi dice niente la label per cui incidono? Orbene, ci siamo capiti. Che, poi, incrociare Dillinger Escape Plan, Zeni Geva, Jesus Lizard e briciole di Melvins non è forse già un modo per mettere le cose bene in chiaro? Insomma, Jon Weisnewski (basso, voce) Nat Damm (batteria) e Jared Burke Eglington (chitarra) si meritano tutto il nostro rispetto e la nostra attenzione, anche se crediamo possano ancora migliorare.

Al momento, comunque, un missile terra-aria, tutto sincopato e deflagrante come l'iniziale "Dangerousness" è un biglietto da visita di una band che non le manda certo a dire! Dal frastuono schizzano via brandelli di melodia epica ("Rockness Monster"), sventagliate torrenziali ("Spooning With Disaster") e accelerazioni che dilagano dentro maelstrom sonici dinamitardi ("Digging A Hole"). La voce è sempre pura cartavetrata, prossima al growl più perfido e marcio. Cavalca la veemenza del suono con una rabbia senza confini (l'hard-rock vertiginoso di "Rickshaw"), lanciando attacchi collerici in mezzo a violentissimi urti thrash e fiammate death ("Tina, Bring Me The Axe!"), oppure incitando fuochi di sbarramento che stanno tra Black Flag e Angkor Wat ("Maximiliam Jungle Warrior").

Questi tre brutti ceffi non suonano per divertirsi, suonano per liberarsi di un odio spaventoso, con il fuoco di una musica destabilizzante e senza compromessi ("Breaking Rocks"; "Sci Fi Monster Violence"). I tornado emotivi raggiungono spesso un'intensità parossistica ("Precious Moments"), ma sempre si avverte dietro il caos una complessità strutturale ragguardevole, frutto di anni e anni di duro lavoro, tra attività live e jam infinite. Tutti i brani hanno una forza anthem-ica trascinante e incendiano nel giro di due-tre minuti tonnellate di emozioni brade. Gli amplificatori vengono sfasciati con la maleducazione tipica di chi è costretto a stare ai margini, nelle retrovie, aspettando la sua ora, il suo momento di gloria. Le urla di "Ground Control To Major Bummer" ne sono la prova più terrificante e verace. Abbiate il coraggio delle vostre scelte.