Fiel Garvie

Caught Laughing

2006 (Ghost Records) | dream-pop

Sono stati definiti “uno dei gruppi inglesi più innovativi ed enigmatici dell’ultimo decennio”, i Fiel Garvie.
Mi devo essere perso qualcosa, quindi. Oppure i conti non tornano.
Perché, per quanto mi sforzi, non riesco a trovare nella band inglese punti di un interesse tale da giustificare quel tipo di affermazioni.

Due album già all’attivo (“ Vuka Vuka” e “Leave Me Out Of This” ) e qualche singolo sparso, per una sorta di dream-pop aggiornato che ha nell’eterea voce di Anne Reekie il suo centro propulsore.
Negli stessi solchi, si mantiene anche questo “Caught Laughing”, sostenuto da una scrittura di discreto livello, senza sbandamenti ma senza neanche molta intenzione di ferirci il cuore per davvero.
Un disco sornione, furbo, comunque. Un disco che sa il fatto suo, riconosce bene le scorciatoie per la facile presa, che sai sempre dove vuole andare a parare e che, nelle sue esili trame, ricerca una sospensione, un definitivo abdicare della ragione.
E’ proprio l’iniziale “Special Rate” a rappresentare una sorta di manifesto della loro arte sobria e magneticamente onirica.
Ci affascina molto di più, però, quel valzer strampalato di “Estimate”, cui cori celestiali conferiscono un appeal dannatamente “dreamy”. Minimalismo pop-psichedelico, come su di un ottovolante al ralenti (“The Palace Lights”) e un crescendo corale come da copione (“All Of You”): il disco cresce e decresce senza strafare, lavorando sempre sulle sfumature, cercando di trarre fuori anche dal più piccolo dettaglio qualche respiro profondo, qualche frammento di poesia.
Ma trattasi, si badi, di una poesia del “sospeso” (“Daylight”), di rime dalla cadenza fragile e dolcissima (“Airsong”), che quasi sembrano dover svanire da un momento all’altro. Musica, insomma, che più che d’autunno, dovrebbe essere gustata d’estate, ma quando gli acquazzoni rompono il silenzio di quei pomeriggi insensatamente lunghi.

Il loro piccolo posto nell’universo musicale odierno, i Fiel Garvie possono reclamarlo, ma senza avanzare pretese. Sarebbe, infatti, dannoso proprio per la loro musica: un piccolo mosaico di leggerezza, fragilità e romanticismo venato di inevitabile nostalgia.
Scelta questa prospettiva, risulteranno davvero splendide sia la mestizia con cui “Off And On Again” nuota dentro un fondale evanescente, puntellato da un basso smarrito, che la delicatezza con cui si osa desiderare l’indesiderabile, mano nella mano (“We Wish”).

(04/06/2006)

  • Tracklist
  1. Special Rate
  2. Estimate
  3. The Palace Lights
  4. Daylight
  5. Airsong
  6. Shy Away
  7. All Of You
  8. Off And On Again
  9. We Wish


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