PHAROAHE MONCH - Desire

2007 (Street records corporation)
hip-hop

Premessa: per una recensione che tracci le coordinate precise di “Desire” e del suo autore Pharoahe Monch, che sappia analizzarne con competenza il contesto e il raggio d’azione… cercare altrove. Questa è scritta da uno che di hip-hop ne sa pochissimo, ne capisce meno ancora e ne ama una parte irrisoria – probabilmente per i motivi “sbagliati”, peraltro.

Niente paragoni dunque, forse anche perché (mi piace sperarlo) il rapper del Queens difficilmente vi si presta. Un solo album all’attivo, otto anni fa. Poi tonnellate di collaborazioni, più o meno onorevoli: Antipop Consortium, Talib Kweli, Jay Dee, Linkin Park, Sa-Ra et al.

E ora, questo “Desire”. Disco aristocratico, superbamente al di sopra di mode, esibizionismi, velleità avanguardistiche. Negrissimo, tuffato a capofitto in sample blaxploitation, eppure molto distante dall’estetica nigga spesso imperante anche negli ambienti hip-hop più artistoidi.

E’ un rap di classe, quello di Pharoahe Monch, che consapevole della propria solida personalità stilistica si permette di cercare la perfezione formale, l’eleganza sposata con l’immediatezza dei groove. Dove le premesse preluderebbero solamente a un album manierista e autocompiacente, ecco invece pezzi che si stampano nella memoria, un suono variopinto ma splendidamente caldo e coeso, un’anima scintillante a ricordare che pop dovrebbe essere più un complimento che un insulto.

Tanti i duetti, i furti d’autore, gli echi di già sentito: “Push” staglia cori soul su un loop di fiati dei Tower Of Power ingabbiato magistralmente in un beat secco e efficace, “Desire” tamarreggia su un tema d’archi vetusto e trionfante, “Welcome To The Terrordome” ruba titolo e frattaglie assortite direttamente ai Public Enemy, “Hold On” combina un ritornellone sdolcinato di Erykah Badu con uno stucchevolissimo tappeto di synth riuscendo a ricavarne un comodo spazio per le rime multisillabiche del rapper. “Body Baby” era in una qualche pubblicità di automobile – ci credo, con quel groove così irrisistibilmente “Green Onions”, “Trilogy” (tre duetti, nove minuti) non si preoccupa affatto di assomigliare troppo a un singolo dei Black Eyed Peas.

Conclusione: per un disco che tracci un solco nel panorama hip-hop, che sappia mutarne le rotte grazie al suo carico innovativo… cercare altrove. A Pharoahe Monch non interessa cercare nuove strade: ha già la sua, ed è più coraggiosamente consapevole di tanti sentieri in apparenza più impegnativi. 

27/11/2007

Tracklist

  1. 1. Intro
  2. 2. Free
  3. 3. Desire (ft. Showtime)
  4. 4. Push (ft. Showtime, Mela Machinko, Tower of Power)
  5. 5. Welcome to the Terrordome
  6. 6. What It Is
  7. 7. When the Gun Draws (ft. Mr. Porter)
  8. 8. Let's Go (ft, Mela Machinko)
  9. 9. Body Baby
  10. 10. Bar Trap (ft. Mela Machinko)
  11. 11. Hold On (ft. Erykah Badu)
  12. 12. So Good
  13. 13. Trilogy (Act 1 Ft. Mr. Porter, Act 2 Ft. Dwele, Act 3 Ft. Tone)

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