Se cercate un disco che vi faccia rilassare ed entrare in una dimensione quasi contemplativa, non potete non cercare questo debutto omonimo dei Six Twilights, il nuovo progetto sonoro e visivo di Aaron Gerber, già titolare dei A Weather, originari di Portland.
Le ammirevoli intenzioni di Gerber sono già chiare dall'iniziale "Still Talk", indolente ballata in cui la sua voce pare quella di un Syd Barrett del nuovo millennio. Stessi toni sperduti, stessa vaghezza atemporale espressiva. Il tema di "Still Talk" è poi ripreso da Gerber e la sua chitarra con ugual rarefatta intensità alla fine del disco in versione acustica.
In mezzo 8 brani che alternano unplugged ("I Can't Even Begin To Tell You", una folk-ballad Donovan-style e "Tonight I'm Letting You Drive") ed elettronica o li fondono mirabilmente ("How You Get To See The Light Move All Day"). Alla voce di Gerber si aggiungono quelle sussurrate e tenui di Liz Isenberg e Zoe Wright; voci che si rincorrono, si sovrappongono, dialogano in concentrata intimità nel contesto di un minimalismo armonico elettronico e tastieristico (piano e organo) di stampo ambient, creando una magnetica ipnosi (la metafisica "Scarf-Bed" e le oniriche "Oak Trees Like Stray Hairs", "The Way You Smile", "Full With Snow", "Enclosed Piece Of Sky").
Un ethereal open space, sperimentale e affascinante dal quale è facile essere risucchiati.
Il dvd accluso nel packaging è l'ideale visualizzazione della musica dei Six Twilights: una telecamera fissa colleziona una lunga serie di casuali immagini quotidiane urbane e naturali : l'uomo ne è bandito e tutte trasmettono una sorta di nostalgico abbandono, un senso vitale ieratico e abitudinario.
(24/10/2007)


