Trio faentino, gli Ear (Andrea Barlotti, chitarra e cori; Cristiano Sapori, voce e chitarra; Eulalia Grillo, violino) omaggiano i profumi e i colori dell’estate con undici tracce acustiche fatte di blande insinuazioni umorali, tonalità dolceamare che scandiscono il fiorire di un romanticismo docile e intimista.
“Asfodeli Da Conservare”, d’altra parte: piante che amano i prati ricolmi di sole, che s’inebriano di quella luce abbagliante. Conservarli, allora, significa trattenere a sé, durante altre stagioni, un pezzo di tempo andato via ma pur sempre destinato a tornare… Folk solare, dunque, con tanto di percussioni (forse un po’ troppo invadenti, qui come altrove) e screzi adorabili di violino (“Uscire di Qui”), quasi a consumare una piccola cerimonia per pochi adepti (“Mia di Me”, il bozzetto “Tra Oceano E Cielo Lo Spazio Della Musica”).
L’armonica intenerisce ulteriormente le gracili filigrane di “Ame Dorme”, brano che mostra come il trio riesca a dire la sua senza cadere nella trappola dell’ovvio. L’impasto musicale è, insomma, già intrigante, a suo modo personale, sincero, anche se questo è un punto di partenza e la band potrà far tesoro di queste “piccole“ composizioni dove tutto possiede il segno profondo di memorie gelosamente salvaguardate, necessarie quando i “deserti bianchi di rabbia” ci circondano, lasciandoci nel dubbio che la speranza sia svanita per sempre (“Senza Mollica (Herbamate)”).
Ma, dopotutto, questa è musica lavorata con la gioia di vivere, in una festa di colori (fatta eccezione per la malinconica “Portami Con Te, Trascinare”), di effervescenze emotive che quasi fanno fatica a tenere a bada (si ascolti, a tal proposito, “Cose (La Mia Altalena)”, in cui trovano, probabilmente, l’equilibrio perfetto, altrove solo sfiorato o lasciato appena intravedere).
“Asfodeli Da Conservare” è, in ultima analisi, un disco che lascia ben sperare… E non è poco, di questi tempi…
(16/10/2008)


