Onestamente, non mi sarei mai aspettato di ritrovare Walter Calloni (storico batterista italiano che ha prestato i suoi servigi a numerosissimi musicisti italiani) in una band come gli Eclektica (da Vigevano), responsabile di un heavy-rock senza arte né parte.
Per carità: accanto al mostro sacro Calloni ci sono musicisti “tecnicamente” (!?!) impeccabili (Marco Masemi alla voce, Maro Boncristiano alla chitarra e Nando Corradini al basso), ma le canzoni sono veramente imbarazzanti, oltre che prive di fantasia e di quel gusto per l’avventuroso che solo potrebbe aiutare roba di questo tipo a brillare di luce propria, senza i “falsi” proclami di carta stampata e via discorrendo.
E’ il rombo di un'auto ad aprire le danze: come dire, lo spirito vorrebbe essere “ribelle” (“Come il vento”), ma nessuno abbassa la testa in segno di rispetto. Valga lo stesso per le power-ballad di “Aria” e di “Sei quella che vorrei” (che si trascinano tra melodie Aor e assoli d’ordinanza tirati verso un cielo terso di lacrime) e l’hard-rock melodico di “Angeli”.
Il resto è machismo tedioso (“Shake”), hair-metal bla-bla (“Sorprendimi”) ed epico romanticismo per vagabondi scocciati (“Verso Sud”).
Inutile e irritante.
13/09/2008