Bill Orcutt ci ha preso gusto. Prosegue, infatti, a un anno da “A New Way To Pay Old Debts”, nella sua travagliata e storta rivisitazione del blues, mugolando ermetico, estorcendo alla chitarra accordi che sembrano schizzi “gestuali”, lanciandosi in fraseggi torrenziali improvvisamente rotti da strappi nevrotici. “Way Down South” è un vinile inciso su di un solo lato, dove trova rifugio una composizione di un quarto d'ora, registrata dal vivo in quel di Christchurch, Nuova Zelanda e suddivisa in cinque movimenti. Se avete apprezzato il disco precedente, qui potrebbe esserci qualcosa di vostro gradimento. Ma se, come il sottoscritto, pensate che già un anno fa il buon Bill avesse fatto ben poco per farsi spazio nella fitta rete di uscite discografiche, allora state pure alla larga. Non ve ne pentirete.
07/10/2010
L'ex Harry Pussy in una ispida trasfigurazione del blues
Il chitarrista sperimentale californiano mette insieme quartetto classico e minimalismo americano
Il chitarrista californiano riprende la chitarra acustica per una rinnovata narrazione in chiave Americana
L’intimità del suono acustico per un quasi esordio d’autore
Un equilibrio raffinato tra canzone, ambient e orchestrazioni nel nuovo convincente lavoro dell'artista californiana.
Il mare quale punto di incontro per due virtuose sperimentatrici elettroacustiche
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese