In ogni caso, un disco coraggioso. Certo, indigesto, velleitario, presuntuoso e via di questo passo. Ma coraggioso.
Tralasciando il titolo chilometrico (prendete fiato!: "È inutile prendersela con le cooperative rosse se tuo cugino si è suicidato a testate contro la lavastoviglie"...) e concentrandoci sulla “nuda” musica, quella di Davide Carrozza potrebbe tranquillamente essere teletrasportata nei Settanta italici ricchi di sperimentatori più o meno avventurosi, più o meno validi.
Un folk-progressivo che vira al noise e a una certa grandeur sinfonica? Uhm, potrebbe andare, sì! Ma non lasciatevi ingannare: in fin dei conti, il coraggio del Nostro non basta a fargli fare il grande salto. Così, i tre atti di quest’opera rock (!) passano, disturbano, annoiano, intrigano un pochetto e se ne vanno via, senza molto clamore. L’ostinato per chitarra acustica di “L'ultima battaglia dei nati prematuri” progressivamente guadagna in consistenza, fino a raggiungere un climax ruvidissimo per distorsioni e rintocchi celestiali. Poi, ridiscende verso i lidi terreni e sgattaiola lontano, verso l’inutile e ridondante montaggio di voci rubate alla televisione di “Intermezzo: novantasei motivi per cui non sono nato a Predappio”, che vorrebbe donare al disco quell’aura politica di cui, onestamente, non avverto la necessità (e non so voi).
Però, i titoli, diciamolo, sono uno spasso. Che ne dite di “Volete tutta la verità o che vi ripavimenti casa?” e del suo inesausto volo chitarristico psych-noise? Per quanto mi riguarda, preferirei farmi ripavimentare casa… anche se l’ascolto in sottofondo non guasterebbe.
Da rivedere.
(01/01/2010)
