Una passione indomita per la tecnologia audio del XX secolo. L’amore per i detriti musicali. E, naturalmente, un’investigazione a tutto tondo per le tecniche di audio collage.
“I Love You, Please Love Me Too” è, così, una lunga dissertazione, un’ipnosi "plunderfonica" suddivisa in due parti. All’inizio della prima, riconosciamo addirittura un brandello di “Questo Piccolo Grande Amore” di Baglioni! Poi, come in un gioco di specchi vorticoso, i frammenti si susseguono senza sosta, manifestando l’alterità di un suono ossessivo, alieno, ma anche fine a se stesso! D’altra parte, il losangelino Hammer, attivo fin dal 1980, è stato membro di quel pazzo collettivo che risponde al nome di LAFMS, dove cose piuttosto valide andarono di pari passo con altre di dubbia consistenza.
Insomma, se avete tre quarti d’ora di tempo e vi sentite un attimino “spostati” e schizzati, questo disco potrebbe farvi compagnia. In caso contrario, dopo la prima metà del disco inizierete a fare a botte con gli sbadigli…
22/06/2010
L’intimità del suono acustico per un quasi esordio d’autore
Un equilibrio raffinato tra canzone, ambient e orchestrazioni nel nuovo convincente lavoro dell'artista californiana.
Il mare quale punto di incontro per due virtuose sperimentatrici elettroacustiche
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese