OndaRock



1. New Rituals
2. Fade Out (Into Space)
3. Serpent Shake
4. True Visions
5. My, Oh My
6. Come Through
7. Love Me (Like a Stranger)
8. Light as a Feather
9. Tallest Tales
10. Black River
11. Apple

 

MONDO DRAG

New Rituals
(Alive Records) 2010
heavy psichedelia
Nel calderone delle band dedite alla riproposizione di sonorità heavy-psichedeliche, aggiungiamo anche i Mondo Drag.

Alla pari di molte altre compagini con la stessa passione per fuzz, wah-wah, viaggi chimici e per un’iconografia dura a morire, anche questo quintetto di Davenport, Iowa, si trastulla beato tra gustose ovvietà, incapace o, forse, semplicemente poco incline a dire la sua, a mettere in gioco qualcosa anche solo lontanamente originale o, quantomeno, stuzzicante. Niente da fare: “New Rituals” (opera seconda) è lavoro per appassionati del genere, per tardo-hippie ancora confusi tra sesso libero e marijuana.

Si prendano, per esempio, i Blue Cheer ripuliti e stentorei di “Tallest Tales”: improvvisamente, ci si perde in un’atmosfera pseudo-fiabesca, con voci ipnotizzate e un violino malinconico, prima di gettarsi a capofitto in una coda strumentale con… l’Hammond! Sbadigli. Comunque, prima del gran finale di “Apple” (degli Hawkwind romantici ma con qualche scazzo), qualcosina di buono riuscirete anche a beccarlo.

Tralasciando il blues “pesante” della title-track (con intermezzo molto Pink Floyd era “Obscured by Clouds”) e una serie di brani che lavorano intorno a certe trame esoteriche che sanno di Sixties oscuri e fantastici (“True Visions”, “Fade Out (Into Space)”, “Serpent Shake”), qualche interesse lo suscitano “My, Oh My” (che si tinge di coloratissimi tocchi chitarristici, lasciando che lo spazio faccia sentire il peso del suo mistero per il tramite di piccoli “gesti” elettronici), il folk acido di “Come Through” (i Led Zeppelin di “III” particolarmente sbandati) e, soprattutto, “Light as a Feather” (ghirigori di sax e bollicine siderali).

Per alcuni, tutto questo basterà. Io non mi accontento, in ogni caso.   

(01/01/2010)