Un trionfo di droni e feedback.
Questo, in sintesi, il contenuto dell'esordio degli americani del Connecticut Procedure Club, al secolo Adam Malec e Andrea B.
Con ben salda in testa la lezione di My Bloody Valentine e Jesus & Mary Chain, il duo di New Haven licenzia undici folgoranti tracce basate su chitarre ultra-sature, completate da una voce che pare giungere dalla stanza accanto.
Con i piedi ben saldi nello shoegaze più classico e nella sana sporcizia sonora, i Procedure Club danno vita a una sorta di sub-garage atonale, ma se decideste di spogliare le composizioni dai copiosi effetti utilizzati, ciò che resterebbe sarebbero gradevoli caramelline pop.
Un caos controllato che prevede anche decise virate noise, come nell'incipit di "Nautical Song", che pare uscita da "Confusion Is Sex" dei Sonic Youth, e derive synth-pop, come la conclusiva "Seventh Circle Of Hell".
Non si può certo nascondere quanto "Doomed Forever" possa apparire fuori dal tempo e quanto la formula, dopo qualche traccia, si dimostri un tantino ripetitiva e freddina: niente a che vedere, ad esempio, con le mirabolanti prestazioni del recente A Place To Bury Strangers.
Ma essendo al cospetto di un esordio, possiamo accettare qualche momento lievemente fuori fuoco.
Ben vengano opere prime come questa, nelle quali i musicisti decidono di intraprendere strade impervie e sperimentali, altrimenti avremmo davanti ai nostri occhi tanti replicanti duplicati con la carta carbone.
Teniamo a mente questo nome e aspettiamo con calma sulla riva del fiume.(07/08/2010)


