Colore Perfetto

L'Illusione Del Controllo

2011 (Libellula) | rock, songwriter

Tornano a farsi sentire i perugini Colore Perfetto, circa tre anni dopo un esordio, intitolato senza troppa fantasia "Il debutto", che era riuscito a farsi apprezzare non solo per il bel singolo "Un giorno qualunque" scritto con Moltheni e cantato dallo stesso autore marchigiano, ma anche per una discreta qualità media delle altre tracce. Questa seconda uscita vede un cambio di etichetta, da La Tempesta a Libellula, e viene pubblicata un anno dopo essere stata effettivamente realizzata, un intervallo di tempo che fa presumere qualche problema da parte della band nel trovare qualcuno pronto a dare fiducia al disco. Se davvero così fosse, non sarebbe facile giustificare queste difficoltà, visto che il lavoro è, ancora una volta, solido e interessante.

I Colore Perfetto proseguono in una proposta che cerca di concretizzare l'idea di canzone rock d'autore, uno stile ormai sempre meno esplorato in Italia, dove tutti sono presi a cercare o l'impatto nudo e crudo, o l'intimismo, oppure l'allegria. Quest'ultima sensazione non è certo presente nel repertorio dei perugini, mentre l'equilibrio tra impatto rock e intimismo cantautorale è nuovamente il punto di forza dei nuovi brani. Questo non significa, comunque, che il lavoro risulti una copia del precedente: laddove, infatti, "Il debutto" aveva un suono classicamente da studio di registrazione, con la presenza di sovraincisioni e l'utilizzo di strumenti lontani dal cosiddetto triangolo rock, quali wurlitzer e organo, "L'illusione del controllo" fa capire in modo evidente di essere un lavoro registrato quasi esclusivamente live. Lo stile è, quindi, decisamente più ruvido e sanguigno, andando spesso a ricordare i momenti dello stesso tenore di un maestro come Paolo Benvegnù. Chitarra, basso e batteria procedono sempre allineati e compatti, magari senza grandi guizzi interpretativi, ma trovando sempre soluzioni efficaci, accompagnate dal cantato di David Pollini, che ha la consistenza giusta per concretizzare al meglio le idee melodiche.

Un altro aspetto importante per la riuscita del disco è la varietà compositiva registrabile tra un brano e l'altro. Tra l'inizio delicato e lineare con "Brucia" e la conclusione nervosa e adrenalinica con "9 A.M." (oltre nove minuti e mezzo completamente strumentali), troviamo sia brani legati alla forma canzone tradizionale, quali "Impercettibile" o "Cagna fedele", che episodi più simili a un unico flusso di coscienza, come il singolo "Un istante" e "Come un'ombra", anch'essa caratterizzata da una lunga parte strumentale. I testi sono, ovviamente, introspettivi e risultano basati su ambientazioni noir, efficacemente rese con interessanti descrizioni e metafore e nelle quali albergano stati d'animo non solo malinconici, ma anche, se non soprattutto, portatori di una grande voglia di rivalsa.

Un disco, in definitiva, che probabilmente manca di un qualcosa che faccia saltare l'ascoltatore sulla sedia, ma che risulta un ascolto senz'altro piacevole in virtù delle qualità descritte sopra.

(18/02/2011)



  • Tracklist
  1. Brucia
  2. Impercettibile
  3. Cagna fedele
  4. L'illusione
  5. Due fuochi
  6. Un istante
  7. Come un'ombra
  8. Nella mia mente
  9. Il mondo è brutto
  10. 9 A.M.
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