AA. VV.

Il Cantanovanta

2011 (Garrincha Dischi) | alt-pop

Che noi nati negli anni Settanta siamo tra le persone più nostalgiche della storia dell'umanità è ormai un dato di fatto. Altrettanto assodato è il fatto che negli anni Novanta, ovvero nel fiore dei nostri anni, quando iniziavamo ad appassionarci di musica in qualche modo "alternativa", non ci siamo mai slegati completamente da ciò che i grandi network radiotelevisivi proponevano per intrattenere la massa. Perché ascoltare la radio e guardare la TV era ancora un'abitudine forte e diffusa: è credibile che molti di noi non abbiano mai nemmeno ascoltato determinati tormentoni, ma chi allora diceva di non conoscere le Spice Girls o gli 883, o le canzoni più in voga nelle discoteche, affermava il falso, senza dubbio.

L'operazione della Garrincha Dischi, quindi, avrà senz'altro solleticato l'attenzione di molti "thirty something", perché un tuffo nei ricordi dell'adolescenza è sempre piacevole e in fondo rappresenta anche una cosa sana e non certo caratterizzata da controindicazioni. L'etichetta emiliana ha raccolto 24 tra band e artisti solisti, dei quali quasi nessuno ha dalla sua un pubblico vastissimo, e ha fatto reinterpretare a ognuno di loro un classico di quegli anni Novanta, quelli delle canzoni che conoscevano tutti, chi ammettendolo, chi facendo finta di niente.

Ovviamente, perché ai viaggi mentali nel passato segua l'approvazione di questi rifacimenti presenti, è necessario che, all'atto pratico, i contenuti della doppia compilation abbiano qualche motivo di interesse che vada al di là delle canzoni rifatte in sé. E, diciamolo subito, la raccolta merita di essere ascoltata anche solo per un semplice motivo: ognuno degli artisti presenti è riuscito ad adattare i brani scelti al proprio stile e, siccome non saranno in moltissimi coloro che conoscono tutti i protagonisti, c'è la possibilità di approcciarsi a nuove e interessanti proposte musicali in un modo più facile del normale, ovvero familiarizzando con l'attitudine artistica di ognuna di esse attraverso canzoni che già si conoscono. Un metodo di divulgazione intelligente e accattivante che può davvero aiutare chi sta ancora in una nicchia a diffondere il proprio nome in modo genuino.

Le scelte, poi, dei diversi artisti si dividono, fondamentalmente, in due tipologie: limitarsi, si fa per dire, a trasportare il brano scelto all'interno del proprio mondo musicale, oppure andare a manipolare anche la struttura della canzone, sia come andamento che, addirittura, come melodia. Certo, in questi ultimi casi i cambiamenti non sono radicali, e ci mancherebbe, altrimenti si sarebbe perso il senso di tutta l'operazione, però si è tentato di fondere le note originarie con il proprio stile melodico.

Indubbiamente quest'ultimo approccio era quello più rischioso, ma in realtà ha portato sempre a buoni risultati, da un bel riadattamento del ritornello di "Hanno Ucciso L'Uomo Ragno" da parte di Jocelyn Pulsar ad un'efficace trasposizione nella propria visione del pop di "Serenata Rap" eseguita da L'Orso e di "Barbie Girl" operata dai Le-Li. Tra chi ha lasciato intatta la melodia ma è intervenuto sullo sviluppo del brano, va segnalato il lavoro di Dimartino per "Attenti Al Lupo" e dei Lo Stato Sociale con "Fiky Fiky": il primo conferma il proprio talento e la propria classe, i secondi mostrano un tiro invidiabile anche incattivendosi un po' di più rispetto al loro repertorio abituale. Tra chi non se l'è sentita di cambiare la struttura del brano ma se l'è portato dietro, ripetiamo, sempre e comunque a proprio modo, spicca la "Freed From Desire" nata dalla collaborazione tra gli Ofeliadorme ed i 4fioriperzoe e la furbetta revisione per solo organo di "Back For Good" effettuata da Émile Regrets.

Interessanti sono il sound agrodolce con cui viene rivista "Rhythm Is A Dancer" da parte degli Oratio, la frizzante "50 Special" dei Nel Dubbio, il modo in cui Musica Per Bambini trasforma "Vento D'Estate" in un ottovolante, il rockabilly applicato a "Laura Non C'è" dai Lucky Strikes e il minimalismo twee attraverso cui Shiva Bakta filtra "Believe". Senza infamia e senza lode le saltellanti "Vattene Amore" degli Jang Senato e "Un'Estate Italiana" dei Mariposa, "Living On My Own" dei Serpenti, che si discosta troppo poco dall'originale, e la versione indie-rock di "Lady" da parte dei Vickers. Non convincono, infine, le reinterpretazioni che puntano su uno stile ipnotico e claustrofobico, ovvero "Vamos A Bailar" dei Camillas con i Chewingum e "Short Dick Man" di Frank Agrario, ed anche quelle dall'impronta punk, come "All That She Wants" degli Hunzikers e "Wannabe" di Marie Antoinette.

Ci può comunque stare che in un'operazione del genere non tutte le ciambelle escano col buco, ma la media dei risultati è piuttosto alta e soprattutto è stato centrato in pieno quello che, probabilmente, era l'obiettivo principale della raccolta: fornire una panoramica su una buona fetta della scena indipendente italiana che mostrasse fedelmente il valore della stessa in un modo originale e "user-friendly". La doppia compilation può essere acquistata in cd con un packaging particolarmente ricco oppure scaricata liberamente dal sito della Garrincha. Il consiglio è di procurarsela, più che per rivivere il passato, proprio per ampliare le proprie conoscenze in un ambito dove non si finisce mai di scoprire qualcosa di interessante.

(24/10/2011)



  • Tracklist
Vol. 1
  1. 1990 Vattene Amore (Mietta e Amedeo Minghi): Jang Senato
  2. 1991 Attenti al lupo (Lucio Dalla): Dimartino
  3. 1992 Hanno ucciso l'uomo ragno (883): Jocelyn Pulsar
  4. 1992 Rhythm Is A Dancer (Snap!): Oratio
  5. 1993 All That She Wants (Ace of Base): The Hunzikers
  6. 1994 Serenata rap (Jovanotti): L'orso
  7. 1995 Scatman's World (Scatman John): 33 Ore
  8. 1996 Freed From Desire (Gala): Ofeliadorme vs. 4fioriperzoe
  9. 1997 Barbie girl (Aqua): LE-LI
  10. 1998 Vento d'estate (Niccolò Fabi e Max Gazzé): Musica per Bambini
  11. 1999 50 Special (Luna Pop): Nel Dubbio
  12. 2000 Vamos a bailar (Paola e Chiara): i Camillas vs. i Chewingum

Vol. 2
  1. 1990 Un'estate italiana (Edoardo Bennato e Gianna Nannini): Mariposa e La Rondine di Borgo Panigale
  2. 1991 Fiky fiky (Gianni Drudi): Lo Stato Sociale
  3. 1992 Mare mare (Luca Carboni): The Walrus
  4. 1993 Living On My Own (Remix) (Freddie Mercury): I Serpenti
  5. 1994 Short Dick Man (20 Fingers): Frank Agrario
  6. 1995 Back For Good (Take That): Émile Regrets
  7. 1996 Wannabe (Spice girls): Marie Antoinette
  8. 1997 Laura non c'è (Nek): The Lucky Strikes
  9. 1998 Acida (Prozac+): Nuju
  10. 1999 Believe (Cher): Shiva Bakta
  11. 2000 Lady (Modjo): The Vickers
  12. 2000 Music (Madonna): Heike Has The Giggles
AA. VV. on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.