Glissandro 70 è il nome dietro il quale si celano Craig Dunsmuir (Guitarkestra) e Sandro Perri (ex Polmo Polpo) e tra tutte le esternazioni artistiche di Sandro Perri è forse la più sperimentale: un avant-folk alterato da oblique sonorità dance, tribali, da tribolazioni elettroniche dal tono leggiadro e forme jazz-dub che prendono a modello Arthur Russell e i The Books, per poi allinearsi a quella scuola di pensiero che incrocia l’art-pop con l’elettronica.
Il nuovo disco dei Glissandro 70 giunge a vent’anni di distanza dal primo intrigante capitolo, ma gran parte del materiale era stato concepito poco dopo l’esordio del 2006 o nei mesi successivi. Programmato e rinviato più volte per poter apportare alcune modifiche da parte di Graig Dunsmuir, il disco fu accantonato dopo la cancellazione accidentale dei nastri da parte di Sandro Perri. Il ritrovamento puramente casuale di alcuni nastri con delle tracce grezze ha convinto il duo a riprendere in mano il progetto.
Il tempo cambia prospettive e approcci e i due musicisti hanno trovato la chiave di lettura per la realizzazione di “G70 2: Bones Of Dundasa”. Posta all’inizio dell’album, la cover version di “Lucky Cloud” del compianto Arthur Russell, con Peter Zummo al trombone, è l’unica traccia che rispolvera l’atmosfera ipnotica e psichedelica del primo album. Il resto è musicalmente frammentario ed esplorativo, ad eccezione dell’elegante cover di un brano di Moondog (“You The Vandal”) e del remix di una delle tracce del primo disco (“Bolan Muppets – Dan Bodan Remix”).
Per chi ha familiarità con dischi come “Take Away/The Lure Of Savage” di Andy Partridge o “The Catherine Wheel” di David Byrne sarà facile cogliere i pregevoli incastri ritmici minimal-afro-dance-beat delle brevi tracce. Evocative e tribali (“Pad Tide”), stravaganti (“Vila Inerane”), minimali al limite dell’inconsistenza (“Jackpot Porthole Eleven”), audaci (“Tomber”) e grezze (“Aquatint”), le composizioni creano un dilettevole incastro che risulta forse meno a fuoco del lontano disco del 2006, ma nello stesso tempo cattura un’etica e un’estetica situazionista molto più coerente con i tempi correnti.
01/06/2026