Secondo capitolo solista per Albert Eno dopo il debutto del fissato nel 2021 con “Dark’n’Stormy”. Classe 1980, l’ex frontman dei Kismet abbandona ogni sovrastruttura per mettere al centro della narrazione il concetto di dualità: due, come due linee parallele che avanzano l’una accanto all’altra senza mai intersecarsi, metafora di tante relazioni, non soltanto sentimentali. L’album intende esplorare proprio il sottile spazio che separa le due linee: la distanza, la memoria, l’esigenza di restare, la paura di perdersi. Ma “II” intende essere soprattutto una raccolta di canzoni sulla persistenza dei legami, narrati attraverso un registro intimo, muovendosi nell’ambito di un cantautorato elettroacustico, essenziale, che affonda le radici nell’eredità di maestri del calibro di Jeff Buckley e Chris Cornell (con tutte le distanze del caso), dove la voce diviene forza espressiva dall’enorme carico emozionale.
Composto da dieci tracce e prodotto insieme a Ugo Bolzoni presso il Moscow Mule Studio, il disco vanta una serie di collaborazioni che ne arricchiscono la tavolozza sonora in maniera determinante. Anzi tutto Frida Bollani Magoni (la giovanissima figlia di Stefano Bollani), pianoforte e voce nella commovente “Stay”, il vertice assoluto del progetto, poi le chitarre di Alberto “Crivez” Crivellari che partecipano alla costruzione delle atmosfere rarefatte di “Empty Lung Apnea” e la voce di Martlene che nobilita il delicato atto conclusivo, “Lullaby”. L’ispirazione minimalista di Albert si colora lungo il percorso di molteplici sfumature, figlie degli ascolti di una vita, dimostrando quanto l’essenzialità di voce e chitarra possa toccare corde profondissime, quanto la semplicità formale e l’autenticità possano tradursi in grande spessore artistico. Pop d’autore, melodico e raffinato, non privo di qualche benvenuta increspatura (“Be Your World”).
24/07/2026