Essere in bilico su una fune a mezz'aria, destreggiarsi in equilibrio precario fra le mille insidie della nostra epoca, è uno sport nel quale tutti dobbiamo cercar di diventare più bravi, per evitare brusche e rovinose cadute. I Love Theory affrontano tutto ciò dedicandosi anima e corpo alla propria musica, tirando fuori dal cilindro un rock agrodolce che si pone a un ipotetico incrocio fra il diretto classic guitar rock dei Pearl Jam più recenti ("Human Slavery Anthem", "Throwaway"), il post-grunge più morbido, versante Staind/Nickelback ("Nocturnal Bride", "Last Goodbye") e le ricercatezze della scena indie contemporanea. E i risultati migliori si ottengono quando sono queste ultime ad avere il sopravvento, disegnando scenari in cui le modulazioni d'intensità non lasciano mai nulla di scontato e l'epicità di certi passaggi alza il livello del pathos. Senza disdegnare i momenti acustici di "Rain" e una lunga cavalcata elettrica finale, rappresentata dagli oltre dieci minuti di "To The Moon".
I Love Theory sono in sella dal 2004, e dopo una prima fase nella quale si presentavano al pubblico come cover band dei Pearl Jam, iniziano a sviluppare un repertorio autografo, fino a pubblicare nel 2007 il loro primo Ep omonimo autoprodotto. Una loro canzone, l'eccellente "Light In Her Eyes" (qui presente), è stata inserita in una compilation di band emergenti edita dalla label americana Quickstar, che l'ha resa disponibile sul web in oltre trecento negozi digitali. Della line-up iniziale, oggi troviamo ancora Paolo Monteamaro (voce, chitarra e principale compositore) e Riccardo Renzetti (chitarra). Successivamente è entrato a far parte della band il batterista Leo Verrigni, mentre alle registrazioni di "On A Rope" hanno partecipato anche il bassista Stefano Di Giovanni e il tastierista Lino Renzetti.
"On A Rope" è stato pubblicato dall'etichetta londinese Watch Out Records, contiene dodici tracce che danno uno spaccato fedele di cosa siano oggi i Love Theory, una band con davanti evidentissimi margini di miglioramento, ma che è già in grado di presentarsi al mondo con idee chiare e un suono assolutamente competitivo. Una parabola artistica che vale la pena di seguire sin dall'inizio. Li aspetteremo con ansia ai prossimi importanti traguardi.
(07/05/2011)


