I Major Dolby sono due simpatici ragazzi (Sony e Hal Dolby) di stanza a Rennes, capoluogo della Bretagna, nell’ovest della Francia. Non certo una città nota per le sue folleggianti vivacità cultural-musicali. Forse per ovviare a tali mancanze, i due avranno divorato centinaia di pellicole italo-francesi degli anni 60, con una spruzzata di Charlie’s Angels e un po’ del più recente Austin Powers a rinverdire i deliri psicotropi degli anni d’oro delle droghe allucinogene.
Questo breve Ep (quattro canzoni per dieci minuti circa), interamente strumentale, mostra una band nostalgica di un’atmosfera fin troppo circoscrivibile come immaginario spazio-temporale (anche troppo in “Le Fanfaron”) e che lo riproduce quasi come un feticcio. Le nervature elettroniche che si insinuano in “Marcello, Come Here!” (con tanto di citazione felliniana) o il pop-rock revivalistico di “Liberal Traffic” denotano come il duo guardi con ammirazione al passato senza rimanervi inchiodato, ma è anche vero che con la conclusiva “Railway” sembra di entrare negli scenari investigativi della Pantera Rosa.
Un tuffo in un passato che ancora fa ondeggiare il capo e strappa un sorriso. Dieci minuti di leggerezza tra colori sgargianti e pantaloni a zampa d’elefante. Ma non scomodiamo Fellini oltre il necessario, si potrebbe rivoltare nella tomba.
25/03/2011