Il Triangolo

Tutte le canzoni

2012 (Ghost) | beat pop

Nella giovane età,
in cerca di libertà,
in un mondo che muore,
Battisti ci salverà.


D'accordo: che anche Il Triangolo raccolga alcune delle fisse del mondo indie, italiano e non, degli ultimi anni - la retromania, il mito dell'infanzia, la nuova swinging London - non è un segreto. Le canzoni del trio varesino (anzi, originario delle zona di Luino sul lago Maggiore) potrebbero essere benissimo la colonna sonora di una boutique vintage di Corso di Porta Ticinese a Milano, dove si spacciano anticaglie a prezzo d'oro e studenti fuori corso si scattano foto col cellulare, per pubblicarle su un social network con tanto di filtro effetto seppia.
Ma questa è sociologia del futile, è un grande inside joke che può appassionare solo chi di opinioni, e non di musica, si appassiona. "Tutte le canzoni" raccoglie proprio tutte le canzoni mai composte da Marco Ulcigrai: dieci pezzi che, al di là delle pose e delle caricature, rivelano più di quanto l'apparenza - e il tiro micidiale - possa descrivere.

È vero che, tirati per la manica da un successo annunciato già dal primo accordo di "Battisti", hit dello scorso Ep di lancio (e qui rovinosamente reinterpretata, complice forse la collaborazione con Stefano Maggioni che Il Triangolo ha "vinto", insieme alla produzione del disco presso la Ghost, nel concorso "Va' Sul Palco 2011"), i tre - ricordiamo anche Thomas Paganini al basso e Mauro Campoleoni alla batteria - affettano il riferimento al beat pop italiano degli anni 60, a partire dal cantato di Marco. Un primo tentativo di addolcire il proprio stile, che tradisce i propri inizi nella scena screamo (che ogni tanto emergono, comunque, per fortuna, ad esempio in "Quando Isacco gridò contro il popolo"), ma un po' di naturalezza in più non guasterebbe. Il tutto finisce per suonare come un verso, una caricatura a un tempo che invece, per il resto, Il Triangolo omaggia con sensibilità Virzì-ana, autore contemporaneo al quale i Nostri strizzano l'occhio.

Donne incatenate all'asse da stiro ("Canzone per una ragazza libera"), soldati amati e compianti ("Canzone per un soldato"), canaglie una volta bambini ("Johnny") compongono il quadretto familiare di un'Italia popolare e in parte passata, che forse la musica di oggi non sa più descrivere, né interpretare. Il Triangolo si pone in questo senso in controtendenza rispetto a tutte le band disgustate dall'Italia delle cariatidi e dei "giovani talenti", vecchi almeno quanto i propri selezionatori, che faticano a trovare intorno a sé i motivi per produrre musica. "Troppo facile usar la retorica", dice anche Il Triangolo, ma non di questo si parla, è capacità di parlare di noi, non di alterità vaghe, evitando di rifiutare il passato perché il presente delude. È invece la continua reinterpretazione del passato che permette alle band anglosassoni di conquistare il pubblico, anno dopo anno.

Uno studio "archeologico" che, dal punto di vista dei temi e dell'espressione, va ancora approfondito, svincolato dal senso di compilazione nostalgica, ma che offre ben più spunti dal punto di vista strettamente musicale. Difficile accusare Il Triangolo di aver composto un compìto, o addirittura furbo tributo alla collezione di dischi di mamma, quando si fonde Morandi con un epico space-western come in "Canzone per un soldato", come se i Muse riarrangiassero Morricone (schegge di quest'ultimo riaffiorano anche nel bell'intermezzo di tromba di "Johnny", che introduce la chiusura da singalong immediato). Oppure si guardi agli Arctic Monkeys che fanno il caschetto alla Caselli in "Le forbici"; infine, a De André che scopre il folk del terzo millennio nell'estatica processione sintetica delle "ultime parole" di "Una sola preghiera".
Insomma, c'è ben più di quanto si possa pensare dietro questo almanacco da juke-box (complici anche pezzi come "La primavera" e "Giurami", frivoli e generazionali), e "Tutte le canzoni" non può che essere il primo passo per la definizione di qualcosa di unico e prezioso per la musica italiana di questi anni.

(26/03/2012)



  • Tracklist
  1. Le forbici
  2. Canzone per una ragazza libera
  3. Battisti
  4. Giurami
  5. Canzone per un soldato
  6. Johnny
  7. La primavera
  8. Nessuna pietà per quelli che odiano gli anni 60
  9. Quando Isacco gridò contro il popolo
  10. Una sola preghiera
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