Ramona Lisa

Arcadia

2014 (Pannonica) | synth-pop, ambient, lo-fi

Chi si nasconde dietro il misterioso pseudonimo Ramona Lisa? Ma, sopratutto, di che personaggio si tratta?
Rispondere alla prima domanda è semplice: Ramona Lisa è al secolo Caroline Polacheck, già compagna di avventura di Patrick Wimberly nel duo synth-pop Chairlift e autrice per nientedimeno che Beyoncé.
Per quanto riguarda la seconda domanda, è necessario ascoltare “Arcadia” per comprendere appieno chi sia, ma un aiuto ce lo dà la Polacheck stessa quando dice: “Ramona è un personaggio che scaturisce dalle mie canzoni. Appartiene a un altro mondo”. Questo concetto di piacevole alienazione sarà il leit-motiv di tutto “Arcadia”: “A document of being alone”, così lei ha definito l’album. Ma andiamo con ordine.

I Chairlift, partiti dal Colorado e stabilitisi poi a Brooklyn, diventano con i primi due album un’importante realtà nel panorama synth-pop. La hit “Bruises”, estratta dall’esordio “Does You Inspire You”, viene scelta anche come colonna sonora di uno spot Apple e il secondo album “Something” conferma che non si tratta di un fenomeno di passaggio. Ma la Polacheck sente il bisogno di lavorare in parallelo a qualcosa di proprio, di intimo.
E così, nei ritagli di tempo tra una tappa e l’altra del tour, inizia a scrivere e registrare sola con il suo computer nei luoghi più disparati: aeroporti, armadi di hotel, camerini, ma soprattutto nelle camere della Villa Medici a Roma, dove si trasferisce per un periodo. Non usa alcuno strumento hardware, nessun microfono, solo ed esclusivamente il suo laptop. Nell’aprile di quest’anno arriva quindi “Arcadia”, pubblicato negli Stati Uniti dalla Terrible Records di Chris Taylor, bassista dei Grizzly Bear, e in Europa dalla Pannonica.
Il risultato è quella che lei stessa ha definito “pastoral electronic music”, ovvero musica elettronica bucolica. Ma alla formula si potrebbe tranquillamente aggiungere anche “lo-fi”: l’approccio alla registrazione di cui si parlava sopra ha enormemente influito sui suoni di “Arcadia”, che sono sempre distanti e filtrati, anche finti.

Possiamo dividere le canzoni dell’album quasi nettamente in due categorie: alcune sono di matrice più ambient, usate anche come interludi e ricche di suoni e rumori; in altre invece si fa sentire maggiormente il background synth-pop della Polacheck.
Alla prima categoria appartiene, ad esempio, il brano di apertura “Arcadia”, perfetta title track che riassume al meglio lo spirito dell’album e ci introduce nel mondo creato dalla Polacheck, a partire dal suo testo. Il passaggio “Here I ran from the west/ unto ruins where the sun dances with death” sembra riferirsi proprio al suo temporaneo soggiorno romano.
Il brano più facile è di certo “Backwards And Upwards”, che strizza invece l’occhio alle melodie e ai suoni più tipicamente à-la Chairlift. Appartengono alla seconda categoria anche le esotiche “Lady’s Got Gills” e “Izzit True What They Tell Me”, tra le canzoni più belle dell’album, o la dolce ballata “Dominic”.
A chiudere “Arcadia” ci pensa l’ambientale “I Love Our World”, brano in cui synth, organi e campane si intrecciano con rumori e suoni ripresi dalla Polacheck su un tetto durante una giornata di sole. “Si tratta semplicemente di provare a registrare come mi sentissi in quel momento”, ha spiegato a riguardo.

In conclusione, “Arcadia” è un album che può catturare, affascinare, e questo di sicuro è un grande merito. Tuttavia, ascoltandolo si ha sempre l’impressione che sia una prova, un gioco, che la Polacheck non abbia fatto sul serio. Il paragone è d’obbligo e quindi lo facciamo: è innegabile che le sue produzioni coi Chairlift siano state di altro livello, ma allo stesso tempo è lampante il talento di questa donna che, da sola o con la sua band, ha a disposizione tutti i mezzi per essere una delle migliori interpreti del suo genere.

(01/06/2014)

  • Tracklist
  1. Arcadia
  2. Backwards and Upwards
  3. Getaway Ride
  4. Avenues
  5. Lady's Got Gills
  6. Hissing Pipes at Dawn
  7. Dominic
  8. Reprise
  9. Izzit True What They Tell Me
  10. Wing of the Parapet
  11. I Love Our World


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