Bisan Toron

Toward The Roar

2015 (Self Released/Baby) | experimental world music

Un giorno di fine novembre leggo un piccolo avviso su Facebook: una musicista devolve i compensi di una sua composizione alla Syrian American Medical Society, organizzazione no-profit che si occupa delle vittime civili della guerra in Siria - lei è Bisan Toron.
Non è un’artista in cerca di visibilità, ma un’insegnante laureata in canto lirico alla New York University, specializzata in etnomusicologia presso l'Università di Londra. Bisan Toron vive tra Parigi e New York ma le sue origini sono siriane, unica vera ragione del suo generoso gesto.

Ringrazio la mia istintiva curiosità per avermi spinto ad approcciare la musica di “Toward The Roar”: una di quelle uscite discografiche che genera un’insana voglia di comunicarne l’esistenza ad amici e conoscenti.
Risale in verità al 2008 il primo progetto discografico di Bisan Toron (“Backstage Reveries”), ma mentre metto in gioco le mie risorse al fine di recuperare il suo esordio, non posso che godere in religioso silenzio le splendide performance vocali e il prezioso substrato sonoro del nuovo album dell’artista siriana.

Trascende qualsiasi catalogazione, la musica di “Toward The Roar”. Nella costante ricerca ed esplorazione delle infinite possibilità del canto, Bisan Toron incrocia neoclassica, scampoli di jazz esoterico, musica sacra e disparate fonti etniche.
E’ un insieme armonico e delicato, che affida il suo fascino ora a esotiche forme di ritmo (“Solo”), ora alla forza della meditazione (The Bees”), con una superba sintesi che ha la stessa magia della musica dei primi Dead Can Dance, ovvero proprio quella “Nineteen-Year Rose” che l’artista ha devoluto alla SAMS Foundation.

Intrisa di delicato misticismo, intensa e raffinata, la voce di Bisan Toron descrive stati emotivi intimi e crepuscolari in “I Mean To Turn”, agisce sui contrasti armonici con una padronanza tecnica eccelsa, mettendo insieme nuove forme di canto tribale e rituale nella suggestiva “Jeanne”. L’artista si lascia anche sopraffare dalla nostalgia della sua terra nella più lineare pop song “Fall Again”, ma infine regala al pubblico un campionario di suoni e voci che, pur scaturendo dall’improvvisazione, rasentano una perfezione lirica che lascia senza fiato (“The Opener”).

Con nove piccole gemme di autentica autonomia e libertà espressiva, Bisan Toron aggiunge un prezioso fiore all’occhiello alla musica contemporanea.

(17/12/2015)



  • Tracklist
  1. Wind
  2. Solo
  3. Nineteen-Year Roses
  4. Lasso
  5. I Meant To Turn
  6. Jeanne
  7. Fall Again
  8. The Bees
  9. The Opener


Bisan Toron on web


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