eRikm

Doubse Hystérie

2016 (Monotype) | elettronica sperimentale, sound art

La fotografia non ha solamente il potere di “fermare” il tempo e racchiudere lo spazio: con la ben nota tecnica della long exposure è possibile condensarli, ricavandone una sintesi complessiva assieme irreale e iperreale, un simulacro che solo l’immaginazione e l’arte sono in grado di plasmare. Un espediente che Jason Shulman ha recentemente applicato al medium cinematografico, distillando interi film in singoli frame compositi: quadri impossibili, avvolti in una nebbia da cui emergono forme diafane, volti irriconoscibili e scenari senza identità, definiti in maniera prettamente emozionale dalle loro cromie sbiadite.

Se per molti artisti alterare il corso del tempo si limita a una metafora – ossia, essenzialmente, alla rielaborazione della memoria – per chi opera nella sperimentazione può trattarsi di un’utopia cui tendere per approssimazione sempre maggiore, ipotizzandone una fenomenologia sonora.
A questo livello si situa il lavoro commissionato nel 2011 al compositore francese eRikm (all'anagrafe Erik Malton) dall’associazione "Intermèdes Géographiques", dedita alla promozione di opere artistiche improntate alla specificità territoriale. Nel caso specifico, la circostanza fondante è un viaggio in treno attraverso l'Arc Jurassien, regione di confine franco-svizzera, lungo il quale ogni tappa diviene un tentativo sempre diverso di invalidare l’avanzamento degli istanti, di ripiegare l'immagine del reale su se stessa e cristallizzarla in un istante eternabile. A latere, l’indagine elabora anche alcune ricerche dell’artista relativamente all’isteria maschile, che completano così il concept in una rispondenza visiva tra il perimetro geografico della regione (a forma d’arco, per l’appunto) e la grottesca scultura “Arc d'hystérie” di Louise Bourgeois.
Nove le tracce originali del progetto ultimato nel 2013, sei quelle scelte per il formato-album che oggi trova spazio nel catalogo dell'etichetta polacca Monotype.

Un'espressione di dominio prevalentemente elettronico, ma che spesso origina da sorgenti di natura acustica: tutti gli episodi, comunque, suggeriscono in maniera analoga una plasmatura metafisica dei soundscape, scenari desertificati che si manifestano e subito scompaiono per interrogarci sull’annoso discrimine fra tempo reale e percepito.
Tra gli esempi più significativi la desolata “Bout De Souffle”, dove con pacatezza cageana eRikm soffia nelle canne di un khên (organo a bocca originario del Laos), le cui onde sonore vengono poi contratte ed espanse nell’editing senza alterarne in alcun modo il tono o la nitidezza.

Le meditative “Cirrus” e “Hallali” sono in certo modo speculari: se la prima, infatti, ha la conformazione di un’improvvisa nuvola di saturazione attorno a una sola nota, nella seconda un violino e violoncello ci guidano in uno scenario asettico e quasi inerte, smosso appena da impercettibili oscillazioni microtonali.
Ma con ogni evidenza è “Argentique” il passo più ardito verso la sospensione di un accadimento sensoriale. Sottratto alla sequenza temporale, come spingendo il pulsante di pausa su un riproduttore digitale, il vibrante rintocco di una campana non dovrebbe spegnersi improvvisamente bensì propagarsi in un suono statico potenzialmente infinito; è l'oggettificazione ultima dell'elemento sonoro, un assioma che in istanza teorica risulta indesiderabile ma che alla prova empirica, creando un bordone di sottile perfezione, acquisisce un carattere emozionale inatteso e sublime.

Annullare l’avanzamento del tempo: obiettivo sovrumano e sommamente ambizioso, ma che in questi esercizi di minimalismo viene perseguito con piena coscienza del limite che va timidamente a oltrepassare. In fin dei conti l’unica immagine atta a descrivere simili procedimenti mentali è quella di una scia che ha la forma di un movimento apparente, come osservato tramite una pupilla eradicata dalle leggi fisiche dell’universo conosciuto.

(19/05/2016)

  • Tracklist
  1. Arcus
  2. Bout De Souffle
  3. Cirrus
  4. Hallali
  5. Pop Malacologique
  6. Argentique
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